Mille e uno orgasmi.

L’organo genitale femminile nasconde una complessità rara, nonostante ciò è noto il ritardo culturale e scientifico con cui deve fare i conti la sessuologia medica femminile. Per una descrizione anatomica macroscopica del clitoride abbiamo atteso il 1998. Per molti anni nella nostra cultura esistevano “obelischi” (con tutti i suoi modi dire) e le madonne con figlio maschio a seguito. Ricordiamo che dal primo cristianesimo la vita del corpo era la morte dell’anima, quale modo migliore per mortificare il corpo che negargli ogni piacere? Si ridusse l’attività sessuale alla riproduzione, addirittura erano legge i giorni in cui si poteva fare. Negli anni 50, Kinsey fu il primo a non fare distinzioni di orgasmi e a notare che è piu facile raggiungere orgasmi con la masturbazione che durante un rapporto sessuale, La vera rivoluzione arriva con l’avvento della contraccezione, a quel punto non ci sono più ne madonne ne puttane, ognuna definisce le proprie emozioni fisiche.

L’apparato riproduttivo femminile comprende organi genitali interni ed esterni. Le strutture interne sono contenute nella cavità pelvica e comprendono ovaie, tube uterine, utero e vagina; gli organi esterni comprendono il monte del pube, le grandi e piccole labbra, il clitoride, il vestibolo, il bulbo del vestibolo e le ghiandole vestibolari.

Mentre il modello maschile istologico e anatomico è costante, quello femminile è notevolmente variabile da persona a persona. Si possono comunque osservare dei cambiamenti fisici abbastanza comuni e trasversali come per esempio l’accelerazione del respiro, un picco della pressione arteriosa, sudorazione, detumescenza delle areole, aumento di prolattina e di ossitocina in circolo.

L’orgasmo è un riflesso, data una sufficente stimolazione scatta una risposta. Per avere una stimolazione sufficente è necessario conoscersi. Per il moderno sessuologo il partner è l’utile parassita in un atto fondamentalmente autoerotco, ricordiamocelo!

La risposta orgasmica segue la fase di eccitazione ed è caratterizzato da 3-12 contrazioni ritmiche e involontarie dei muscoli perivaginali, perineali e a volte dell’utero. Il numero massimo di orgasmi che la donna può raggiungere sono ad oggi sconosciuti. Le curve delle risposte sessuali femminili e maschili non si sovrappongono, quella dell’uomo è tendenzialmente più veloce tra l’eccitazione e l’orgasmo, i maschi hanno un periodo refrattario che va da minuti a mesi, in questo periodo se si ha una nuova stimolazone si possono avere altri orgasmi, quella curva femminile del refrattario scende lentamente, ma non vale per tutte.

L’orgasmo è uno solo, esistono moltepilci stimolazioni. Per raggiungere queste contrazioni e quindi l’esperienza orgasmica si disinguono i tipi di stimolazione del clitoride, una diretta e una indiretta, ossia attraverso la penetrazione vaginale, più precisamente stimolando la parete vaginale anteriore (il 26% delle donne raggiungono l’orgasmo con questa stimolazione). La piattaforma orgasmica corrisponde a un’ area di vasocongestione vulvo vaginale che stirandosi e tendenosi porta a una serie di movimenti involontsri fino all’orgasmo. Si osserva che con una penetrazione vaginale emerge un riflesso di contrazione perineale che restringe la distanza tra la radice del clitoride e la parete anteriore della vagina.

L’orgasmo può comunque essere ottenuto attraverso stimolazioni altre come per esempio la manipolazione dei capezzoli o con la fantasia. Gli stimoli non arrivano solo dall’esterno ma acnhe dall’interno. Ma non solo anche nella nostra stessa vita ci saranno orgasmi diversi, con persone diverse, ricordi diversi, orgasmi di riflesso e orgasmi appassionati.

Il clitoride e la parete vaginale anteriore insieme ad altre strutture che di esse fanno parte, come per esempio il clitoride interno e l’uretra, formano un complesso funzionale dinamico chiamato il complesso clitoro- uretro- vaginale, ossia il punto G.

Le modalità anatomo- funzionali per il raggiungimento dell’orgasmo sono ben lontane dall’ essere univoche e universali, bensì sono caratterizzate dall’individualità, dal ciclo di vita e dai livelli dagli ormoni sessuali. Mentre l’orgasmo tutte le donne possono ottenerlo se si conoscono e se affrontano le varie barriere cotruite nel tempo tra cui l’immagine di se e l’educazione , per l’eiaculazione è diverso, avviene in prossimità o durante l’orgasmo, sempre connessa all’orgasmo, è un sottogruppo di donne.

L’eiaculazione femminile è definita come una risposta sessuale fisiologica e comporta l’espulsione, durante l’orgasmo, di differenti quantità di fluido che possono originare o dalla vescica (il cosidetto squirting) o dalla prostata femminile, le ghiandole periuretrali di Skene (l’eiaculato femminile) o entrambe. 

Da differenziare con la lubrificazione, di pochi millilitri ed è un trasudato delle pareti vaginali.

Lo squirting è un’ espulsione orgasmica di un liquido acquoso incolore e inodore, arriva ad un centinaio di milliletri e viene prodotta dal rene in prossimità dell’orgasmo, molto poco denso, emesso dall’uretra. E’ stato preso in esame dalla pornografia che lo ha trasformato in un mito creando anche una sensazione di performance a riguardo.

L’eiaculato delle ghiandole Skene è una piccola quantità di fluido biancastro, un po più densa  varia da un espulsione di 1 ml a 50 e viene prodotto durante l’orgasmo.

Ricordate.. occorrono più di 200 muscoli per fingere l’orgasmo, meno di 20 per dire “il clitoride è qui”!

Il pene: tre curiosità sull’organo genitale maschile.

Il pene è l’organo riproduttivo maschile e costituisce l’ultimo tratto delle vie urinarie.

Ma non tutti sanno che..

  •  Dal punto di vista clinico non c’è relazione tra misura del pene a riposo e quella in erezione.  Le dimensioni dell’organo genitale maschile non influiscono  sulla soddisfazione sessuale sia dell’uomo che del o della partner.

Nel gergo americano esistono due termini per definire due tipologie di pene, shower che indica un pene che non mostra molta variazione di dimensione a riposo e in erezione, grower, al contrario è la tipologia di pene che ha una grande variazione, quest’ultima tipologia è rappresentativa dell’80% della popolazione maschile.

C’è anche da sottolineare due aspetti, in primo luogo una lunghezza eccessiva potrebbe creare disagi e dolori nel rapporto sessuale penetrativo, in secondo luogo la vagina è un organo elastico e si adatta a qualsiasi tipo di diametro del pene. Quindi la maggior influenza che le dimensioni possono avere è a livello dell’immaginario erotico .

  • 145/95 milioni di anni fa scompariva nell’uomo il baculum, l’osso penieno che serviva da supporto meccanico all’erezione.

Ad oggi la stragrande maggiornaza dei mammiferi si avvale del suo aiuto attraverso un gesto volontario. Il baculum massimizza la possibilità di avere un lungo rapporto in rare occasioni. L’uomo potrebbe aver perso quest osso quando ha sviluppato il concetto di monogamia, avendo la possibilità di avere brevi rapporti con più frequenza. Oltretutto per le femmine è un segnale di buona salute, l’erezione è affidata solo ad una buona pressione sanguigna.

  • L’eiaculazione risulta una complessa coordinazione di eventi neuromuscolari che comprendono due fasi:

Una fase di emissione quini di raccolta del seme nelle vie urinarie e una fase di espulsione attraverso il meato uretrale esterno, ossia l’eiaculazione così come la intendiamo. L’eiaculazione il più delle volte è accompagnata dalla percezione orgasmica, legata alle contrazioni ritmichedel pavimento pelvico che determinano l’espulsione. Può capitare che orgasmo ed espulsione non coincidono.

Si stima che l’orgasmo maschile è di 3/10 secondo verso i 20 secondi di durata della donna.

Queste e molte altre curiosità rendono l’organo maschile molto complesso e soggetto a variazioni psicologiche, oltre che fisiologiche.

Chemsex: cos’è e che effetti ha sul sesso.

Oggi le droghe sono anche utilizzate con l’intento di correggere i problemi sessuali cercando una sorta di automedicazione degli stessi, per alleviare il disagio connesso ai propri vissuti e migliorare le proprie prestazioni. Questi aspetti sono spesso sottovalutati nella ricerca.

Le droghe permettono un miglioramento delle prestazioni sessuali momentanee, per esempio l’uso di cocaina provoca  aumento di desiderio e di eccitazione nell’immediato, o i cannabinoidi possono far raggiungere un orgasmo qualitativamente migliore, ma a lungo andare portano a patologie sessuologiche.

La moda di questo ultimo periodo è il Chemsex, ovvero l’assunzione di droga per migliorare le prestazioni sessuali, spesso in feste dedicate. È comune a tutti i generi e agli orientamenti sessuali, ma grazie ad un sondaggio pubblicato sul Journal of Sexual Medicine sappiamo che è molto più frequentemente praticato da uomini gay e bisessuali, i quali hanno maggiori probabilità di associare droghe e sesso. In Gran Bretagna sembrerebbe aver preso piede più che negli altri Stati Europei. I risultati suggeriscono come il Chemsex sia un comportamento ad alto rischio che grazie alla confusione, amnesia, disinibizione, euforia e onnipotenza, può slatentizzare o peggiorare sintomi psichiatrici, aumentando la possibilità di contrarre malattie sessualmente trasmissibili, subire abusi sessuali o aumentare i casi di overdose.

I risultati pubblicati sul Journal of Sexual Medicine, hanno mostrato che l’alcol, la cannabis, la cocaina e l’ecstasy, o l’MDMA, sono le droghe più comuni, cambiano a seconda della città dove ci si incontra. Gli utenti affermano che l’MDMA in particolare migliora “l’intimità”. L’alcol provoca una diminuzione dell’inibizione, la cannabis procura un orgasmo più piacevole, qualitativamente superiore. In base alle risposte l’MDMA è stata segnalata come potenziante di “emotività e intimità”, effettivamente questa sostanza produce un alterazione del’umore, facilita la comunicazione, si ha padronanza della propria sessualità, mentre il GHB (droga dello stupro) per la maggior parte degli utenti aumenta il desiderio sessuale.

Tuttavia le conseguenze a lungo termine sono:

  • L’MDMA: porta alla riduzione del desiderio e crea danni a livello di eccitazione e di orgasmo.
  • Alcol: l’etanolo ha un effetto paradosso nella femmina da un lato disinibisce, rendendo più facile l’ottenimento dell’orgasmo in donne tendenzialmente anorgasmiche, ma dall’altro prolunga il tempo necessario per l’ottenimento dell’orgasmo.  Nel maschio l’effetto vasodilatatore generalizzato non favorisce la vasodilatazione peniena, a questi effetti acuti vanno aggiunti gli effetti cronici caratterizzati da insufficienze epatiche ed endocrine, da vasculopatie e neuropatie responsabili di disturbi erettili. L’alcol, in particolar modo, uccide le cellule del cervelletto, la parte posteriore in basso del cervello, coinvolta nella coordinazione, nell’apprendimento e nel piacere orgasmi.
  • Cannabis: nei soggetti che ne abusano si riscontra una riduzione della sessualità fino alla disfunzione erettile.
  • Cocaina: usarla a lungo termine causa alterazioni della sfera sessuale che possono diventare persistenti, come la riduzione del desiderio,  problematiche legate all’erezione nell’uomo e anorgasmia nelle donne, inibizione dell’eiaculazione e riduzione della performance sessuale, può anche causare amenorrea.
  • Ecstasy: provoca disfunzione erettile e calo del desiderio.

Puoi trovare nello specifico gli effetti delle sostanze sulla fisiologia dell’atto sessuale in questo articolo:

https://silviacorrent.wordpress.com/2018/06/26/tossicodipendenza-in-sessuologia-effetti-delle-sostanze-sulla-fisiologia-dellatto-sessuale/

Sesso, droga & rock and roll è un’ espressione tradotta in tutte le lingue del mondo, Ian Dury cantava:

<sesso droga e rock and roll, è tutto quello di cui hanno bisogno il mio cervello e il mio corpo>..

 .. è stato da poco scoperto che nel cervello esiste un’area che risponde ugualmente a questi stessi stimoli, ai quali si aggiunge la passione per il cibo. Quindi potremmo sostituire con più sesso e più musica il bisogno di droga.

Il massimo piacere: consigli pratici per tutti i giorni.

Nella sessualità ci sono solo alcune regole:

  • non fate mai nulla di pericoloso
  • non fate mai nulla che non vi piaccia
  • interessatevi ai desideri del partner

Quindi di fatto sono lecite ogni tipo di fantasie e ogni tipo di azione se concordata con l’altro ma ci sono alcune linee guida che dovrebbero far parte di ogni atto sessuale, vediamone alcune:

  • La penetrazione dovrebbe essere preceduta da una buona eccitazione che si raggiunge con la stimolazione delle zone erogene tra cui il glande e il clitoride, in questo modo ci si assicura un’erezione salda e una lubrificazione vaginale adeguata.
  • Il respiro deve essere possibile sempre, a meno che non si stia praticando comportamenti sessuali che ne prevedano l’assenza, in quest’ottica è importante che la testa rimanga libera di muoversi per estendere l’orgasmo. è ormai dimostrato che mantenere un contatto visivo, aumenta l’eccitazione e il senso di intimità.
  • Le dimensioni di vagina e pene non contano per il raggiungimento dell’orgasmo, poichè la vagina è strutturata per adattarsi ad ogni tipo di pene.
  • Le mani meglio se libere, per accarezzare ogni parte del corpo e intervenire se ci si sta intrattenendo in una posizione che non favorisce la stimolazione del clitoride (colgo l’occasione per sottolineare che la donna raggiunge l’orgasmo per stimolazione diretta e indiretta del clitoride).
  • Se l’uomo ha problemi di ipersensibilità si può esercitare una leggera pressione con il pollice e due dita sotto il glande per ritardare l’orgasmo, in queste circostanze si dovrebbero evitare le posizioni da dietro,
  • Per scongiurare il calo di erezione in prossimità dell’uso del profilattico è utile tenerlo molto vicino e far intervenire il/la partner nella stimolazione.
  • Nonostante le credenze popolari, quando l’eccitazione ha raggiunto un certo livello, la sensibilità al dolore diminuisce nettamente.

Come sempre, questi sono alcuni brevi punti da tenere in considerazione ma il mondo della sessualità è vasto, in caso in cui ci siano dei vissuti di disagio o delle difficoltà pratiche il mio consiglio è di rivolgersi ad un /una sessuologo/a.

 

Buon sesso a tutti!

 

 

Sessualità e terza età: dopo i 69.

L’aumento dell’aspettativa di vita e la riduzione della natalità stanno modificando l’età media della popolazione italiana. I cittadini over 65 costituiscono il 21% della popolazione (secondo dati ISTATA 2015), ed è impensabile che ancora oggi, si trascuri la salute sessuale di un quarto della popolazione italiana.

Uno studio europeo rivela che il 61% degli over 70 ha rapporti sessuali e l’80% ha pensieri a sfondo sessuale. Quindi sembra chiaro che il pensiero comune che nonno e nonna a letto guardino Forum sia davvero molto riduttivo. Tabù a parte, è necessario che la classe medica sia informata su come si modifichi la vita sessuale di ogni individuo e si adoperino affinchè gli anziani possano mantenere la propria salute sessuale. Perchè un giorno sarà la nostra salute. Basta pensare che diversi studi  hanno dimostrato come mantenere attiva la sessualità nella terza età sia un fattore protettivo degli eventi cardiovscolari.

Con l’avanzare dell’età l’organismo va incontro ad una serie di modificazioni ormonali, per esempio nell’uomo potrebbe emergere un ritardo nel raggiungimento dell’erezione e dell’orgasmo, nella donna potrebbe presentarsi una ridotta lubrificazione. Nonostante tali cambiamenti, molte persone riescono a raggiungere un appagamento sessuale, questo succede perchè si assiste ad una modifica del tipo di attività sessuale: si riducono i rapporti sessuali completi e aumentano i rapporti non penetrativi.

Per fronteggiare i dolori da penetrazione dovuti ai cambiamenti fisici oltre a munirsi di lubrificante, potrebbe essere utile la sceltadi alcune posizioni piuttosto che altre, il mio consiglio è di valutarle con un medico preparato o con un professionista della sessuologia.

Per anni la sessualità è stata condizioanta da un determinismo biologico: il periodo di massima efficienza genitale corrispondeva a quello di massima efficienza sessuale. La sessualità ha molta più corrispondenza con l’interiorità della persona e la capacità di sostenere l’initmità. Solo la nostra specie è in grado di attribuire significato al comportamento sessuale e ciò significa che potenzialmente i nostri sentimenti, più delle sensazioni fisiche, influenzerebbero le funzioni genitali.

Il paradosso è che con la terza età arriva (si spera) il pensionamento e lo “svuotamento del nido”, quindi le persone hanno molto più tempo per dedicarsi alla loro intimità. Ma questo non sempre accade se sopraggiunge la vergogna e il pregiudizio: “non lo so fare”, “non lo posso fare”, “non sta bene” sono solo condizionamenti gravosi della società dettati dall’ignoranza.

Uno dei predittori di una buona sessualità nella terza età è avere una vita sessuale attiva e soddisfacente da giovani , ecco perchè questo breve post non è diretto solo alle persone che hanno superato i sessant’anni, ma è un monito per tutti noi.

Avere cura della nostra attività sessuale significa anche iniziare a pensare che ogni persona ha diritto al proprio benessere psicofisico. Pensare oggi in positivo permetterà che anche i giovani di oggi avranno una buona salute sessuale quando saranno gli anziani di domani.