Chemsex: cos’è e che effetti ha sul sesso.

Oggi le droghe sono anche utilizzate con l’intento di correggere i problemi sessuali cercando una sorta di automedicazione degli stessi, per alleviare il disagio connesso ai propri vissuti e migliorare le proprie prestazioni. Questi aspetti sono spesso sottovalutati nella ricerca.

Le droghe permettono un miglioramento delle prestazioni sessuali momentanee, per esempio l’uso di cocaina provoca  aumento di desiderio e di eccitazione nell’immediato, o i cannabinoidi possono far raggiungere un orgasmo qualitativamente migliore, ma a lungo andare portano a patologie sessuologiche.

La moda di questo ultimo periodo è il Chemsex, ovvero l’assunzione di droga per migliorare le prestazioni sessuali, spesso in feste dedicate. È comune a tutti i generi e agli orientamenti sessuali, ma grazie ad un sondaggio pubblicato sul Journal of Sexual Medicine sappiamo che è molto più frequentemente praticato da uomini gay e bisessuali, i quali hanno maggiori probabilità di associare droghe e sesso. In Gran Bretagna sembrerebbe aver preso piede più che negli altri Stati Europei. I risultati suggeriscono come il Chemsex sia un comportamento ad alto rischio che grazie alla confusione, amnesia, disinibizione, euforia e onnipotenza, può slatentizzare o peggiorare sintomi psichiatrici, aumentando la possibilità di contrarre malattie sessualmente trasmissibili, subire abusi sessuali o aumentare i casi di overdose.

I risultati pubblicati sul Journal of Sexual Medicine, hanno mostrato che l’alcol, la cannabis, la cocaina e l’ecstasy, o l’MDMA, sono le droghe più comuni, cambiano a seconda della città dove ci si incontra. Gli utenti affermano che l’MDMA in particolare migliora “l’intimità”. L’alcol provoca una diminuzione dell’inibizione, la cannabis procura un orgasmo più piacevole, qualitativamente superiore. In base alle risposte l’MDMA è stata segnalata come potenziante di “emotività e intimità”, effettivamente questa sostanza produce un alterazione del’umore, facilita la comunicazione, si ha padronanza della propria sessualità, mentre il GHB (droga dello stupro) per la maggior parte degli utenti aumenta il desiderio sessuale.

Tuttavia le conseguenze a lungo termine sono:

  • L’MDMA: porta alla riduzione del desiderio e crea danni a livello di eccitazione e di orgasmo.
  • Alcol: l’etanolo ha un effetto paradosso nella femmina da un lato disinibisce, rendendo più facile l’ottenimento dell’orgasmo in donne tendenzialmente anorgasmiche, ma dall’altro prolunga il tempo necessario per l’ottenimento dell’orgasmo.  Nel maschio l’effetto vasodilatatore generalizzato non favorisce la vasodilatazione peniena, a questi effetti acuti vanno aggiunti gli effetti cronici caratterizzati da insufficienze epatiche ed endocrine, da vasculopatie e neuropatie responsabili di disturbi erettili. L’alcol, in particolar modo, uccide le cellule del cervelletto, la parte posteriore in basso del cervello, coinvolta nella coordinazione, nell’apprendimento e nel piacere orgasmi.
  • Cannabis: nei soggetti che ne abusano si riscontra una riduzione della sessualità fino alla disfunzione erettile.
  • Cocaina: usarla a lungo termine causa alterazioni della sfera sessuale che possono diventare persistenti, come la riduzione del desiderio,  problematiche legate all’erezione nell’uomo e anorgasmia nelle donne, inibizione dell’eiaculazione e riduzione della performance sessuale, può anche causare amenorrea.
  • Ecstasy: provoca disfunzione erettile e calo del desiderio.

Puoi trovare nello specifico gli effetti delle sostanze sulla fisiologia dell’atto sessuale in questo articolo:

https://silviacorrent.wordpress.com/2018/06/26/tossicodipendenza-in-sessuologia-effetti-delle-sostanze-sulla-fisiologia-dellatto-sessuale/

Sesso, droga & rock and roll è un’ espressione tradotta in tutte le lingue del mondo, Ian Dury cantava:

<sesso droga e rock and roll, è tutto quello di cui hanno bisogno il mio cervello e il mio corpo>..

 .. è stato da poco scoperto che nel cervello esiste un’area che risponde ugualmente a questi stessi stimoli, ai quali si aggiunge la passione per il cibo. Quindi potremmo sostituire con più sesso e più musica il bisogno di droga.

Revenge porn: quando l’intimità diventa pubblica.

Oggi sono stata ospite di Radio Rock, abbiamo parlato del Revenge Porn. Sintetizziamo alcuni aspetti emersi.

La scorsa settimana è arrivato il via dalla Camera all’emendamento del Revenge Porn, ossia la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, senza consenso delle persone riprese. L’art. 612- ter c.p. stabilisce sanzioni che prevedono reclusione da 1 a 6 anni e multe che vanno da 5mila e 15mila euro. Tutela maggiore è stata riservata a persone in condizioni di inferiorità fisica e psicologica e alle donne in gravidanza. Un aggravante è se queste azioni sono commesse da una persona che è o è stata sentimentalmente coinvolta con la vittima. Quest’emandamento rientra nell’ambito dell’esame del disegno di legge “Codice Rosso”, il quale prevede modifiche al codice penale e al codice di procedura penale in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.

Tutto ciò rappresenta una vittoria ma sottintende anche un paio di riflessioni:

Innanzitutto l’Italia non è al passo con le norme europee e mondiali, nelle Filippine si è regolamentato l’invio di materiale sessualmente espicito nel 2009.

Bisognerebbe anche riflettere sull’impatto che la tecnologia ha nelle nostre relazioni. Il ricatto forse è storia vecchia ma l’irrimediabile violenza che ne consegue è un fenomeno nuovo.

Facciamo un salto indietro, come si arriva ad avere del materiale sessualmente esplicito sul proprio telefono?

1) Per molte coppie è eccitante fare sesso davanti ad uno specchio o davanti la telecamera, ed è così perchè in un solo gesto si mette insieme l’eccitazione provocata da immagini sessuali (di fatto quando si guarda un film porno con sconosciuti la cosa più eccitante non è lui, lei, gli altri, ma il gesto sessuale), l’attrazione per il o la partner e l’autoerotismo. In ognuno di noi c’è un pizzico di esibizionismo. Tutto ciò può essere sano se è una scelta condivisa con serenità.

2) A volte si viene trascinati e convinti a girare video o a spedire messaggi espliciti, dalle rassicurazione dell’altro che più ci si spinge oltre meno si ha il rischio di essere abbandonati.

3) Negli ultimi anni si è parlato molto di Sexting, termine che indica uno scambio di materiale che sia di testo, video, foto, sessualmente espliciti su dispositivi mobili. Il sexting può essere primario, quindi è il/la protagonista del materiale inviato a divulgarlo, o secondario se è il destinatario dell’invio a diffonderlo a terzi.

Allieta separazioni molto lunghe, aiuta a far aumentare il desiderio o l’eccitazione, tramite il rischio si ricerca la propria indipendenza, senza dubbio il distacco fisico aiuta a sperimentarsi in qualcosa che non faremmo nella realtà. Gli ambienti online favoriscono la disinibizione perchè si ha una percezione non reale di anonimato. Ma tutto questo compora il mettersi, letteralmente, nelle mani dell’altro. Un’altra persona che per molteplici motivi, come ad esempio per scherzo o per vantarsi può mostrare ad altri questo materiale.

Nei peggiori dei casi, purtoppo nella maggioranza dei casi, il materiale lo si usa per ricattare la persona ripresa o per vendicarsi. Citerò solo un nome che forse tutti ricorderemo: Tiziana Cantone che si tolse la vita nel 2016 dopo che alcuni suoi video hard diventano virali nel web. Prima di arrivare ad un processo a carico del suo ex- compagno sono stati archiviati due processi, uno per diffamazione e uno per instigazione al suicidio. Siamo al paradosso definitivo. Abbiamo i tempi di internet, che in 24 ore possono distruggere una persona. Abbiamo i tempi della giustizia italiana, inadeguati anche con provvedimenti d’urgenza.

Ricorderemo anche il caso di Belen Rodriguez ricattata per la somma di 500mila euro, il video fece il giro del Wold Wide Web. Anche filmati che riprendevano la deputata del M5S Giulia Sarti, sono stati diffusi dall’ex- partner

Oggi l’initmità non è più un fatto privato, non solo è condivisibile ma lo è in maniera infinitamente semplice.

Avremmo tutti bisogno di qualche ora di educazione sessuale e affettiva, dove si impara il rispetto dell’altro e la comprensione delle conseguenze di un gesto come pubblicare qualcosa di così intimo.

Se ricevete messaggi di questo genere, non solo dovreste interrompere la catena ma anche denunciare.

 

 

Internet: attrazione fatale o rete da pesca?

Nella vita reale, ciò che avvicina due persone è l’attrattività fisica. Dal momento che siamo ben disposti nei confronti delle persone attraenti, tendiamo anche a trattarle meglio e a riservare loro maggiori attenzioni; questo atteggiamento positivo tende a far emergere nell’altro le qualità migliori e a renderlo più sicuro. In molte ricerche si è visto come la bellezza sia associata al buono anche in Internet, tant’è che spesso si preferisce un’assenza di foto profilo piuttosto che una brutta. Nella realtà la popolarità di una persona è connessa all’ avvenenza ma spesso non emerge immediatamente, nei social questo salta subito agli occhi, accade quindi che gli indizi online di popolarità influenzano il giudizio sul suo aspetto.

Altri fattori, oltre alla bellezza, determinano l’attrazione interpersonale, come la vicinanza geografica, che offre la possibilità concreta di incontrare l’altra persona e quindi conoscerla, così che questa  diventi per noi familiare e prevedibile.

Agli albori di Internet, le persone si incontravano in rete mediante interfacce di testo, togliendo parecchia responsabilità all’attrazione fisica.

Su Internet vicinanza e familiarità, si traducono in un fattore che potremmo chiamare frequenza di intersezione, ovvero quanto le due persone si frequentano in rete. Paradossalmente il fattore vicinanza può essere più intenso nel cyberspazio che nella realtà. Una delle ragioni per cui nella vita reale la vicinanza promuove l’attrazione consiste nel fatto che essa induce ad attendersi e anticipare un’interazione futura. Questo accade anche online: l’aspettativa può manifestarsi sia interagendo con la vita reale o solamente nella rete. Sicuramente gli ambienti mediati dal compiuter promuovono la disinibizione, rendendo uno strumento freddo impersonale, iper- personale, dando la possibilità di rivelare molti più aspetti personali in una fase embrionale di conoscenza. Davanti alla tastiera ci si può preoccupare solo delle proprie parole senza doversi preoccupare dell’altro, favorendo l’ idealizzazione dell’altra persona.

Anche l’apprezzamento reciproco influenza gli incontri in rete esattamente come nella vita reale: quando qualcuno clicca un like sulle nostre pagine ci sentiamo valorizzati e gratificati. Meno facile è ricredersi di una persona che inizialmente non ci aveva convinto, in rete è talmente facile uscire ed entrare in interazione che è davvero poco probabile dare una seconda occasione.

La ricerca dell’amore su internet ha modificato le dinamiche stesse della ricerca, ci si inscrive a dei siti, si crea un profilo, si esplora quello degli altri, si avvia un contatto, si porta avanti una comunicazione mediata da uno schermo e così si sviluppa una relazione offline. Esaminare le diverse opzioni e scegliere tra uno o più siti, tra uno o più profili presuppone una mentalità da shopping, così come crearsi un profilo è un po come allestire una vetrina del proprio negozio. Bisogna tener conto anche che l’eccessiva possibilità di scelta può anche confondere i consumatori.

Alcune ricerche evidenziano come gli esseri umani siano condizionati da indizi olfattivi, i quali segnalano l’adeguatezza del partner. Abbiamo gli stessi geni sia per il controllo del sistema immunitario sia per l’odore. Si è dimostrato che le donne preferiscono l’odore di t-shirt di uomini con questo particolare gene molto diverso dal loro. Tutto ciò ha senso sul piano evolutivo, i figli di genitori che hanno geni che regolano  fattori immunitari diversi hanno anche un sistema immunitario più forte. Ovviamente i segnali olfattivi su Internet non sono inviati (ancora)!

Tirando le somme: Internet da, Internet toglie..

Le attenzioni in rete non sono mai abbastanza, ma qualche volta, chissà se Cupido non abbia scoccato una freccia tramite @gmail.