Fumo & sessualità: conseguenze su eccitazione e fertilità.

Oggi è la giornata mondiale dedicata alla lotta contro il fumo. In Italia fuma una persona su cinque, il 71% di queste persone accende la prima sigaretta a 16 anni.

Conosciamo tutti le principali conseguenze fisiche dovute al fumo, non tutti sanno che i tassi di infertilità registrati da donne e uomini fumatori sono il doppio delle persone non fumatrici.

Il tabacco agisce in maniera negativa sulla circolazione a causa del rallentamento circolatorio che induce, questo comporta un impatto negativo sull’ eccitazione, la quale necessita di una buona irrigazione sanguigna, sia per la lubrificazione vaginale sia per l’erezione peniena. Anche un consumo isolato può provocare una riduzione significativa dell’erezione.

Nello specifico durante l’erezione si assiste al passaggio da una situazione di flaccidità, caratterizzata da un modesto flusso di sangue nelle arterie cavernose e da una modesta quantità di sangue all’interno nell’organo, ad una rigidità in cui si ha un intrappolamento temporaneo nel tessuto erettile di una considerevole quantità di sangue. Anche  la lubrificazione è dovuta ad un iperflusso sanguigno nei capillari vaginali durante l’eccitazione, il conseguente aumento della pressione idrostatica consente il passaggio dell’ultrafiltrato plasmatico, ciò che è percepito come trasudato.

Il 13% dei disturbi della fertilità femminile sono correlati al fumo. In oltre è stato registrato che le donne che fumano riescono a concepire con un anno di ritardo rispetto a chi non fuma.

A lungo termine la nicotina si accumula all’interno dell’ovaia alterando il processo di maturazione dell’ovocita e danneggiando il DNA; tutto questo causa nella donna un deficit qualitativo dei follicoli ovarici prodotti e un più rapido esaurimento della riserva ovarica. I dati resi disponibili dalla fecondazione assistita confermano, nelle donne fumatrici, un minor recupero di ovociti; un’alta frequenza di ovociti diploidi (con 46 cromosomi invece di 23); la necessità di dosi maggiori di farmaci per la stimolazione ovarica; una maggiore percentuale di insuccesso delle metodiche di fecondazione assistita (quasi il doppio dei cicli prima di ottenere un concepimento); una maggiore incidenza di aborti spontanei e di gravidanze extrauterine; un numero complessivo di gravidanze più basso (ridotto del 34%). Le fumatrici e le donne esposte a fumo passivo, rispetto alle coetanee non esposte, vanno inoltre incontro a un’anticipazione dell’età della menopausa (da uno a cinque anni prima). Altri motivi di maggiore pericolosità sono da ricercarsi nel danno ormonale, specialmente sugli estrogeni, che il fumo determina nella donna. Gli estrogeni influiscono sugli organi genitali femminili, sul ciclo mestruale, ma anche sul metabolismo e sul sistema immunitario, costituiscono insomma lo scudo ormonale della donna; perciò quando questo viene rovinato dal fumo avviene un calo del livello di estrogeni e aumenta la possibilità di contrarre malattie.

Negli uomini le ricerche parlano di una diminuzione del 15 % degli spermatozoi, i restanti sarebbero danneggiati nella loro forma, quindi saranno più vulnerabili, meno efficienti e meno mobili.

Woody Allen ironicamente disse <L’uomo più felice che io conosca ha un accendino e una moglie, ed entrambi funzionano.>, forse a sottolineare la rarità di avere una vita sessuale soddisfacente essendo fumatore.

 

Infertilità e sessualità: come la terapia sessuale può sostenere genitori mai nati.

E’ utile precisare che si parla di infertilità, dal punto di vista clinico, in assenza di concepimento dopo oltre 12-24 mesi di rapporti senza contraccettivi.

Non esiste un genere più colpito rispetto all’altro. Le cause più frequenti sono divise al 50% tra il maschio e la femmina. Per quanto riguarda il primo, nella maggior parte dei casi è per una causa congenita, si nasce con un’alterazione che porta ad una minor produzione di spermatozoi, alterazioni in ambito testicolare, ostruzione dei condotti, patologie della prostata, alterazioni nell’eiaculazione o dell’erezione e alterazioni del seme. Poi ci sono una serie di concause, come stress, inquinamento e fumo, che possono essere cause dirette o secondarie. Sappiamo oggi, per esempio, che l’esposizione alle radiazioni dei telefoni cellulari, influisce sul livello di frammentazione del Dna e provoca una diminuzione della motilità degli spermatozoi. In 4 donne su 5 l’infertilità è colpa dell’età, in altri casi le cause sono endometriosi, ostruzioni o lesioni delle tube di falloppio, anomalie uterine e cervicali o problemi ovulatori. Oggigiorno, ci sono soprattutto problemi sociali, come la carriera o il bisogno di indipendenza, o economici, e quindi la donna tende a ritardare la data del primo concepimento. Già a 30 anni il patrimonio follicolare di una donna è ridotto di oltre il 50%, a 35 anni rimane solo il 20%, a 40 si riduce al 5%.

Il ministero della Salute italiano riporta che una coppia su cinque ha difficoltà a procreare per vie naturali, il doppio rispetto a 20 anni fa, e le cause di infertilità riguardano in egual misura al 40% sia gli uomini che le donne. Solo per il 20% si tratta di una condizione legata alla coppia. In Italia viene riportato che il numero dei gameti è diminuito del 50%, e che a nuocere sulla qualità degli spermatozoi (aumentando quindi il rischio infertilità) ci sono spesso le condizioni lavorative: quelle che espongono a radiazioni, a sostanze tossiche o a microtraumi. Influiscono negativamente anche gli inquinanti prodotti dal traffico urbano e il fumo di sigaretta.

La cura migliore per l’ infertilità è la prevenzione “primaria”: quindi dall’adolescenza è importante osservare ed eliminare i comportamenti a rischio che potrebbero compromettere la salute riproduttiva.  Si dovrebbe eseguire periodicamente l’autopalpazione dei testicoli e andare dall’andrologo o dalla ginecologa per controlli periodici. Regole valide per entrambi i sessi sono: seguire un’alimentazione sana, fare attività fisica regolare, ridurre lo stress, avere rapporti protetti per evitare le malattie a trasmissione sessuale e tenersi lontano da droghe e alcol.

Aldilà della persona che determina l’impossibilità ad avere una figlio, la sterilità è comunque una condizione di sofferenza che genera una disabilità di coppia, data dalla difficoltà di realizzare un progetto di genitorialità all’interno di un legame profondo e intimo. La nascita di un figlio è una situazione particolarmene carica di sifgnificati affettivi, emotivi e cognitivi, che investono diversi livelli di realtà:

  • individuale: può nascere un senso di improduttività: la coppia non ha il suo prodotto che li unisce, con conseguente senso di fallimento e inadeguatezza “non potendo generare sono una donna o un uomo a metà, incompleto/a”,
  • di coppia: posso emergere conflitti sottostanti e instaurarsi difficoltà comunicative e distanze emotive. In particolare rispetto alla sfera sessuale, i rapporti sessuali possono essere vissuti come vuoti e meccanici, sganciati dal piacere, può essere danneggiata la propria autostima poiché ci si sente poco attraenti e in grado di attrarre; alcune volte possono comparire anche delle vere e proprie disfunzioni sessuali, come calo del desiderio, disfunzione erettile, dolori vaginali ecc,
  • familiare e sociale: si assiste ad un impasse del ciclo di vita individuale e allargato: “io non diventerò mamma e mia madre non diventerà nonna”.

Per questo la diagnosi di infertilità può generare fratture in tre dimensioni dell’individuo:

  • Intrapsichica: ha un impatto sulla visione che il soggetto ha di se come essere sessuato.
  • Relazionale:la qualità della vita sessuale diminuisce per la pressione e la rigidità che assume il sesso.
  • Sessuale: si possono manifestare comportamenti che vanno dalla scomparsa del desiderio sessuale alla messa in atto di una sessualità promiscua e compulsiva o caratterizzata da disfunzioni sessuali.

Dopo la diagnosi di infertilità la coppia è di fronte ad un bivio: accettare la propria sterilità oppure percorrere strade alternative come l’adozione o la procreazione medicalmente assistita (PMA). In entrambi i casi, è necessario che nella coppia vengano legittimate desideri, bisogni, emozioni e ferite reciproche e che per ognuno dei partner inizi un percorso di ristrutturazione della propria persona e della propria coppia a partire dalle scelte future. L’infertilità viene ancora trattata come una specie di misterioso male incurabile che è meglio non nominare: non parlandone è possibile fingere che il problema non esista, evitando il pensiero che possa accadere proprio a noi. Ma questo silenzio, che ha radici complesse, non fa bene a nessuno, soprattutto a chi soffre di sterilità, che finisce col vivere nell’ombra, col sentirsi incompreso e spesso “mal funzionante”.

Le consulenze sessuologiche e psicologiche , anche laddove la coppia si dovesse rivolgere a centri di PMA, è essenziale nell’instaurarsi di un alleanza coniugale volta al raggiungimento dell’obiettivo genitoriale in un clima di serenità e complicità. Affrontare gli aspetti sessuali della coppia infertile garantisce maggiori possibilità di riuscita del trattamento, e in generale una migliore qualità di vita.