Internet: attrazione fatale o rete da pesca?

Nella vita reale, ciò che avvicina due persone è l’attrattività fisica. Dal momento che siamo ben disposti nei confronti delle persone attraenti, tendiamo anche a trattarle meglio e a riservare loro maggiori attenzioni; questo atteggiamento positivo tende a far emergere nell’altro le qualità migliori e a renderlo più sicuro. In molte ricerche si è visto come la bellezza sia associata al buono anche in Internet, tant’è che spesso si preferisce un’assenza di foto profilo piuttosto che una brutta. Nella realtà la popolarità di una persona è connessa all’ avvenenza ma spesso non emerge immediatamente, nei social questo salta subito agli occhi, accade quindi che gli indizi online di popolarità influenzano il giudizio sul suo aspetto.

Altri fattori, oltre alla bellezza, determinano l’attrazione interpersonale, come la vicinanza geografica, che offre la possibilità concreta di incontrare l’altra persona e quindi conoscerla, così che questa  diventi per noi familiare e prevedibile.

Agli albori di Internet, le persone si incontravano in rete mediante interfacce di testo, togliendo parecchia responsabilità all’attrazione fisica.

Su Internet vicinanza e familiarità, si traducono in un fattore che potremmo chiamare frequenza di intersezione, ovvero quanto le due persone si frequentano in rete. Paradossalmente il fattore vicinanza può essere più intenso nel cyberspazio che nella realtà. Una delle ragioni per cui nella vita reale la vicinanza promuove l’attrazione consiste nel fatto che essa induce ad attendersi e anticipare un’interazione futura. Questo accade anche online: l’aspettativa può manifestarsi sia interagendo con la vita reale o solamente nella rete. Sicuramente gli ambienti mediati dal compiuter promuovono la disinibizione, rendendo uno strumento freddo impersonale, iper- personale, dando la possibilità di rivelare molti più aspetti personali in una fase embrionale di conoscenza. Davanti alla tastiera ci si può preoccupare solo delle proprie parole senza doversi preoccupare dell’altro, favorendo l’ idealizzazione dell’altra persona.

Anche l’apprezzamento reciproco influenza gli incontri in rete esattamente come nella vita reale: quando qualcuno clicca un like sulle nostre pagine ci sentiamo valorizzati e gratificati. Meno facile è ricredersi di una persona che inizialmente non ci aveva convinto, in rete è talmente facile uscire ed entrare in interazione che è davvero poco probabile dare una seconda occasione.

La ricerca dell’amore su internet ha modificato le dinamiche stesse della ricerca, ci si inscrive a dei siti, si crea un profilo, si esplora quello degli altri, si avvia un contatto, si porta avanti una comunicazione mediata da uno schermo e così si sviluppa una relazione offline. Esaminare le diverse opzioni e scegliere tra uno o più siti, tra uno o più profili presuppone una mentalità da shopping, così come crearsi un profilo è un po come allestire una vetrina del proprio negozio. Bisogna tener conto anche che l’eccessiva possibilità di scelta può anche confondere i consumatori.

Alcune ricerche evidenziano come gli esseri umani siano condizionati da indizi olfattivi, i quali segnalano l’adeguatezza del partner. Abbiamo gli stessi geni sia per il controllo del sistema immunitario sia per l’odore. Si è dimostrato che le donne preferiscono l’odore di t-shirt di uomini con questo particolare gene molto diverso dal loro. Tutto ciò ha senso sul piano evolutivo, i figli di genitori che hanno geni che regolano  fattori immunitari diversi hanno anche un sistema immunitario più forte. Ovviamente i segnali olfattivi su Internet non sono inviati (ancora)!

Tirando le somme: Internet da, Internet toglie..

Le attenzioni in rete non sono mai abbastanza, ma qualche volta, chissà se Cupido non abbia scoccato una freccia tramite @gmail.

Autostima: 7 regole da tenere in tasca.

L’autostima è l’insieme di giudizi valutativi che l’individuo da a se stesso, partendo da questo concetto e dall’idea che la mente non distingue reale e immaginario, proverò a fornirvi alcune strategie per migliorare la tua autostima:

  • Adesso solo adesso, nessuno può modificare ciò che si è fatto ieri, il passato non esiste come tempo di azione, nemmeno il futuro, infatti ogni imprevisto può modificare la vita. Le persone che non accettano gli imprevisti hanno reazioni bio- chimiche corporee destinate alla rabbia, non riuscendo più ad avere una visione di problem solving.
  • Cura la tua persona, chi si ama non introdurrebbe in sè qualcosa di nocivo, ha cura di sè, una buona igiene e un’alimentazione sana.
  • Impara a contraddirti, non siamo solo quello che crediamo di essere, ma anche il suo contrario. Se sposiamo solo una parte di noi quando si manifesterà il contrario saremo soggetti a crolli emotivi.
  • Sensi di colpa addio, se credi di essere stato colpevole di … allora oggi puoi non farlo più. Alla colpa si associa la riparazione e in seguito la consapevolezza.
  • Impara a gestire le emozioni, qualsiasi emozione va accolta in quanto è una comunicazione importante per noi stessi, ascoltarsi anche in caso di emozioni spiacevoli aiuta a consumare quella stessa emozione. Per questo processo di riprogrammazione occorrono 90 giorni.
  • Impara le parole dell’autostima, il linguaggio di chi si stima è assertivo, quindi si comunica senza togliere spazio ad altre persone. Le parole sono realtà biochimiche perciò bisognerebbe abolire i se e i ma ed iniziare ad usare una comunicazione positiva.
  • Non esiste un solo modo, ogni persona vede la realtà attraverso le proprie esperienze, hai mai provato ad indossare gli occhiali di un’altra persona? Raramente ti adatterai a quelle lenti. Dovremmo accettare di sbagliare, iniziare a superare la paura di contraddirsi e di non piacere a tutti, non possiamo di certo scegliere per gli altri.

Inoltre ti ricordo che fare sesso al mattino ti rende ottimista, non solo per le sostanze endogene che attiva, ma anche perché influenza positivamente l’autostima, scaccia l’ansia e la depressione. Questo consentirà di avere una migliore resa lavorativa e di sentirsi appagati nella coppia. Il contatto fisico riduce i livelli di cortisolo, cioè l’ormone dello stress cronico, e aumenta i livelli di ossitocina, provocando un senso di calma, questo aiuterà ad appianare le varie discussioni del giorno prima!

Se nonostante adottiate queste strategie e l’autostima non migliora il mio consiglio è quello di contattare uno psicologo.

Buona Autostima a tutti!

La chimica dell’amore: perchè il colpo di fulmine esiste.

Molte sono le ricerche sui segnali di approccio interpersonale, di seduzione, di invito ad un avvicinamento sessuale. Quando due persone sono attratte sessualmente in maniera reciproca segnalano questa situazione con messaggi non verbali. Alcuni di questi sono quelli che Cook (1971) definisce statici (es:volto, trucco, abbigliamento, ecc..), altri costituiscono reazioni fisiologiche e non sono sotto controllo(es:dilatazione pupille), altri sono interamente sotto controllo (es: uso sguardo, postura, contatto fisico).

L’uso efficace della comunicazione non verbale richiede l’attento invio dei segnali e l’attento monitoraggio del loro effetto sull’interlocutore. Un movimento nella direzione di una maggiore intimità provoca un’accresciuta attivazione nella controparte: se è visto come piacevole ci sarà reciprocità, se ritenuto sgradevole o imbarazzante ci sarà allontanamento.

Secondo alcuni autori (Liebowitz, 1983; Sabelli et al.,1990) l’infatuazione può avere origine da una molecola: la feniletilamina (FEA). È un anfetamina prodotta naturalmente dall’organismo responsabile delle sensazioni di gioia, ilarità ed euforia. Ci si infatua quando i neuroni del sistema limbico vengono saturati o resi sensibili dalla FEA ( o da norepinefrine e dopamina). Le terminazioni nervose si abituano alla stimolazione o i livelli dell’ormone scendono. L’attrazione svanisce e l’attaccamento si fa più importante, si instaura un nuovo equilibrio chimico: le endorfine calmano la mente e riducono l’ansia. Si tende ad avvertire sicurezza e stabilità.
Rimane presente l’ossitocina, che ci spinge al contatto fisico e agli abbracci.

La prima fase per la creazione di una coppia è l’innamoramento.

Nessuno che sia ancora in gradodi ricordare l’evento improvviso e violento di un intenso innamoramento definirò la scelta del partner come una “libera scelta”. L’innamoramento a prima vista  è pura biologia, che si manifesta con euforia e violente reazioni fisiche come sudorazione, palpitazione, insonnia, dipendenza emotiva concentrazione sul aprtner, sensazione di grande energia. Anche Platone riteneva si trattasse un processo autonomo, definiva l’impulso sessuale <totalmente irrazionale, un’anima che non accetta nessuna disciplina.>.

L’incontro con l’altro ripropone la ritualizzazione delle proprie rappresentazioni interne della coppia genitoriale. Nel gioco dell’innamoramento l’area dell’illusione in principio unisce e separa la coppia. I partner si creano e si scoprono, dandosi fiducia reciprocamente, mutualità e intimità. L’idealizzazione si può intendere come l’illusione di far combaciare l’oggetto reale con il proprio compagno interno.

L’innamoramento è chiaramente legato allla  sopravvivenza della specie: la sua durata è di minimo sei mesi e puo durare fino a tre anni (evoluzionisticamente è interpretato come il tempo minimo in cui una donna possa rimanere incinta e prendersi cura della prole).

Dal punto divista sintomatologico l’attrazione è caratterizzata da uno stato mentale alterato con:

  • innalzamento del tono dell’umore che ricorda molto le fasi ipomaniacali del disturbo bipolare, questo potrebbe sottindere il funzionamento di analoghe modificazione neurofisiologiche: aumento del funzionamento dei sistemi dopaminergico e noradrenergico.
  • Altri comportamenti legati all’attrazione sono il restringimento degli interessi e i pensieri intrusivi riguardanti il partner, simile al disturbo ossessivo compulsivo, ciò è dovuto ad una disfunzione serotoninergica.
  • Nelle fasi iniziali di una relazione i livelli di serotonia si abbassano, la serotonina è il neurotrasmettitore del benessere, coinvolta nella regolazione dell’umore.
  • Si presenta un alto livello di cortisolo (creare legami sociali induce stress), la stimolazione delle ghiandole surrenali provoca un aumento di testosterone nelle donne e diminuisce negli uomini, come se la natura volesse farci incontrare a metà strada. Il testosterone è un ormone androgeno prodotto soprattutto da testicoli maschili  ma in piccole quantità anche dalle ovaie femmiline, ha un ruolo nel desiderio sessuale, nelle donne ha un picco appena prima dell’ovulazione.
  • Il cuore batte più velocemente grazie ad una scarica di adrenalina causata da neurotrasmettitori di eccezione, epinefrina e norepinefrina, prodotte dalle ghiandole surrenali, nel midollo spinale e nel cervello.

Il passaggio dall’innamoramento all’amore richiede la capacità di rivalutare il rapporto in uno spazio più reale, nel rispetto delle reciproche differenze. La coppia, condividendo le varie esperienze, sviluppa complicità e appartenenza. Non si cerca più solo la conferma del Sé ma anche una spinta verso il cambiamento.

L’attaccamento è caratterizzato dall’esigenza di vicinanza e da segni di malessere e agitazione quando si verifica la separazione dall’oggetto dell’attaccamento e da riduzione di questi segni dopo il riavvicinamento, inoltre, necessita di un determinato tempo per svilupparsi.

Nell’ultimo decennio i dati hanno sottolinenando il ruolo chaive di neuropeptidi come ossitocina e vasopressina in questa fase. La vasopressina sembrerebbe legata alla regolazione  della persistenza sessuale, nell’assertività e del predominio. L’ossitocina, nell’uomo, sembra ridurre le risposte allo stress e viene rilasciata durante l’esecuzione di diverse tecniche di rilassamento. L’ ossitocina è un ormone peptidico, prodotto dai nuclei ipotalamici e prodotto dalla ghiandola pituitaria posteriore. È ormai da tempo assodato come questo ormone giochi un ruolo centrale durante il travaglio e il parto e successivamente nel processo di allattamento. Più recentemente è stato inoltre indicato come elemento chiave nelle interazioni sociali e nelle nostre reazioni sentimentali, da questo il soprannome di “ormone dell’amore”. L’ ossitocina difatti aumenta i comportamenti pro-sociali come altruismo, generosità ed empatia e ci porta ad essere più propensi a fidarci degli altri. Questi effetti socio-cognitivi emergono in conseguenza della soppressione dell’azione dei circuiti prefontale e cortico-limbico, con conseguente abbassamento dei freni inibitori sociali come la paura, l’ansia e lo stress.  L’ossitocina è legata all’intimità, sensibilizza la pelle, incoraggiando il contatto fisico, e con il contatto aumentano i livelli della stessa.

L’ossitocina, tra l’altro, attiva le vie dopaminergiche e i centri dopaminergici del piacere. Dopamina e noradrenalina, possono essere importanti per l’inizio di un rinforzo della relazione, la dopamina può essere considerata la sostanza che attiva la curiosità e in questo modo l’interesse verso l’altro.

Quando siamo innamorati l’altra prsona vive nei nostri centri emotivi del nostro cervello. Quando perdiamo qualcuno i nostri centri cerebrali si scatenano cercando questa persona perché siamo abituati a vederla a sentirla ad abbracciarla. L’iperattività nel sistema limbico è asscoiata a depressione e a bassi livelli di serotonina , faremo fatica a dormire , siamo ossessionati, siamo inappetenti. C’è anche una carenza di endorfine, che regolano i percorsi del dolore, e questa potrebbe essere la causa del dolore fisico che sentiamo.

Guarire dal mal d’amore si può, ma questa è un’altra storia.

 

Sessualità in gravidanza: come rimanere una coppia quando si è genitori.

L’interruzione dei rapporti sessuali in gravidanza è un errore molto più comune nelle culture latine che anglosassoni. Si è ormai dimostrato che l’attività moderata non possa nuocere al feto, mentre fa sicuramente bene alla coppia,altrimenti il rischio è di trasformare il figlio in un ostacolo.

L’assetto ormonale femminile in gravidanza e durante l’allattamento non favorisce desiderio e attività sessuale. Non si è più votati ai propri bisogni, ma si diventa un organismo concentrato sul benessere della prole. Basti pensare come gli estrogeni e il progesterone determinerebbero un aumento del volume del corpo cellulare dei neuroni dell’area preottica mediale dell’ipotalamo, che regola le principali risposte materne.

Un dato costante nella letteratura sulla psicologia della gravidanza è il riconoscimento che quest’evento radicalizza nelle donne una dissociazione tra femminilità e maternità, quindi anche tra attività sessuale e funzione materna, il corpo non è più oggetto di desiderio ma involucro.

I membri della coppia devono far posto al bambino nel sistema familiare, preparandogli uno spazio fisico ed emotivo in un processo che implica una profonda ristrutturazione della relazione coniugale, il tempo della gravidanza è un periodo necessario per costruire questo spazio.

Il decorso della vita sessuale in questo tempo è correlato a diverse variabili:

  • Condizioni fisiche ritenute influenti dalla gestante sulla sessualità. La donna potrebbe sentirsi meno attraente. Già da prima dell’arrivo del pancione ci possono essere preoccupazioni su come cambieranno le parti intime e le sensazioni di piacere. La scienza rassicura, non sono state riscontrate differenze tra la vita sessuale delle donne dopo parto vaginale o con cesareo perché siamo naturalmente predisposte a ritornare come eravamo, con il tempo. Ma la flessibilità dei tessuti non va di pari passo con quella elasticità psicologica necessaria per riappropriarsi da subito del ruolo di amante sexy in contemporanea con quello nuovo e straordinario di madre.
  • Timore di danneggiare il feto o avvertire la presenza di un “terzo”, quando il bambino scalcia;
  • La frequenza dei rapprti prima della gavidanza;
  • Ricorso ad attività sessuali alternative;
  • Problematiche ostetriche pregresse;
  • Numero di figli vivi e precedenti aborti spontanei;
  • False credenze e miti: alcune credenze sottolineano come non ci sia affatto spazio per il sesso durante questa delicata fase di vita, altre più “minacciose” delineano possibili conseguenze negative sulla gravidanza e sulla salute del bambino. Tali convinzioni errate creano confusione e preoccupazione, andando a ostacolare la sana e soddisfacente vita sessuale della coppia in attesa; andrebbero pertanto sfatate. L’unica controindicazione al mantenimento della sessualità in questo periodo è il caso di gravidanze a rischio.
  • Informazioni sulla sessualità in gravidanza, spesso omesse dai ginecologi;
  • Alterazione del tono dell’umore, donne con esperienza di psicoterapia sono più favorevoli all’attività sessuale;
  • Significati personali elaborati nel decorso della gravidanza;
  • Fattori fisici come dolori alla schiena, dispareunia, infezioni urinarie, nausea;

In rari casi il sesso in gravidanza può riservare delle complicanze, come per esempio l’insorgenza di malattie infiammatorie pelviche o emboli venosi dovuti all’ingresso di aria atmosferica nelle vie genitali femminli. Molto più spesso la sessualità in gravidanza può addirittura migliorare:

  • nel secondo trimestre molte donne rivelano come il sesso faccia passare i dolori;
  • si sperimenta la masturbazione, non sono tante le posizioni che si possono sperimentare e a volte sono molto scomode;
  • uno dei vantaggi di essere incinte è di poter avere degli orgasmi multipli regolari.

La gravidanza infatti, è un periodo molto favorevole per la sessualità, in quanto da un punto di vista fisiologico il corpo femminile può essere maggiormente recettivo alle stimolazioni sessuali. Gli ormoni gravidici, infatti, possono facilitare la lubrificazione, la vasocongestione e quindi favorire l’eccitazione; inoltre si intensifica la risposta orgasmica, permettendo così di provare un maggiore piacere durante i rapporti. Il muscolo uterino aumentato di “massa” permette di percepire meglio le contrazioni uterine durante l’orgasmo. Ovviamente questa maggiore recettività fisica da sola non è capace di produrre un maggiore piacere, in quanto dipende molto da quanto la donna è coinvolta a livello soggettivo durante il rapporto e se quindi è emotivamente disponibile. Se non c’è una serenità di base e se sono presenti delle preoccupazioni relative alla propria salute, a quella del bambino, al non sentirsi attraente, alla percezione di una scarsa vicinanza del compagno, possono attivarsi dei pensieri negativi durante il rapporto che non permettono di lasciarsi andare alle sensazioni di piacere.

La riduzione di attività sessuali può andare a favore di scambi affettivi nella coppia, anche se il calo del desiderio può rientrare nella normalità, è importante che la coppia mantenga intimità, con scambio di effusioni e tenerezze. Altrimenti il rischio è di farsi inghiottire dallo stress, dalla responsabilità e alla fine si parlerà solo di biberon.

I risultati di uno studio volto ad indagare l’influenza dello stress sulla vita intima di partner che diventano genitori per la prima volta (Leavitt e colleghi, 2016), indicano un significativo abbassamento della soddisfazione sessuale nei 12 mesi successivi alla nascita del figlio. Solo nelle madri però, e non nei padri. Conclusioni che sono state interpretate dagli autori principalmente sulla base della costruzione sociale dei ruoli familiari di genere. Infatti si sa che comunemente sono le donne ad essere caricate di responsabilità maggiori nella cura del figlio e a subire pressioni sociali. Si partorisce e subito ci si aspetta di essere brave mamme accudenti, compagne rassicuranti e sexy, lavoratrici perfette, ovviamente in ottima forma fisica.
Se la coppia sperimenta difficoltà di adattamento o se si manifestano dei disagi personali in questa fasa di vita, che di per sè è una crisi a tutti gli effetti, in quanto è una svolta che costringe a sconvolgere o eliminare le antiche soluzioni abituali, il mio consiglio è di intraprendere un percorso di sostegno, individuale o per la coppia.

Il sesso concilia il sonno e previene le malattie.

A chi non è mai venuto sonno dopo il sesso?

No! Non ci stiamo annoiando!

Oggigiorno sono davvero numerosi gli italiani che soffrono di insonnia. Le cause di questa difficoltà possono essere ricondotte a prolungati stati di stress e ansia. Un rimedio dolce e piacevole per combattere l’insonnia è il sesso. Infatti, dopo aver fatto l’amore, si piomba in uno stato di pace e di relax che predispone a un sonno sereno e prolungato.

Dormire fa bene all’umore, alla concentrazione, alla pelle e ci fa sentire rilassati. A conferire al sesso un potere terapeutico sull’insonnia, sono i neurotrasmettitori. Le neuroscienze confermano il coinvolgimento diretto di ossitocina e serotonina nella regolazione del ritmo sonno-veglia. E tali sostanze sono proprio le protagoniste nel momento dell’orgasmo. Quando raggiunto il piacere si assiste a una maggiore produzione di questi neurotrasmettitori da parte dell’organismo. Questo meccanismo, però, sembra funzionare meglio nell’uomo. Dopo un rapporto e dopo l’orgasmo, l’organismo maschile si predispone automaticamente in “fase sonno”. Che duri poco tempo o molte ore, il riposo è quindi una reazione fisiologica e non un segnale di disinteresse nei confronti della partner. Secondo i ricercatori questo effetto torpore è legato alle conseguenze dell’eiaculazione sulla corteccia prefrontale, che dopo aver raggiunto l’acme del piacere sembra spegnersi.

Secondo gli esperti tedeschi di medicina del sonno della German Sleep Society (Dgsm), fare sesso è l’unica attività che impegna il fisico ma che al contempo lo distende e aiuta a dormire. Gli esperti della Dgsm promuovono stili di vita positivi, come dieta sana ed esercizio fisico costante. Sono severamente vietate, però, attività sportive serali poichè determinano il rilascio di ormoni stimolanti, che mantengono il corpo attivo e il cervello sveglio, complicando e ritardando l’addormentamento. Fa eccezione il sesso.

Inoltre dormire bene previene molte malattie, ribadiscono gli specialisti, preoccupati per l’abitudine sempre più diffusa di risparmiare sul sonno, anche se il fabbisogno è soggettivo e non esiste una formula ideale. Se inizialmente si pensava che il sonno disturbato fosse causato da alcune condizioni patologiche, aggiungono, oggi il rapporto causa-effetto si è invertito ed è stato dimostrato che alcune malattie sono scatenate proprio dall’insonnia cronica. Problemi cardiaci o cardiocircolatori, per esempio, possono precipitare nei pazienti che dormono male per un lungo periodo. Si è stabilita inoltre una significativa correlazione fra disturbi del sonno e patologie come demenza o Parkinson. Il sesso, infatti, aiuta a ridurre lo stress e le tensioni e, quindi, mette di buonumore. Fare l’amore regolarizza la pressione, aiuta a mantenere il peso forma e allena il cuore.

Uno studio condotto da David Weeks, neuropsicologo inglese, ha dimostrato che chi fa l’amore regolarmente (circa tre volte alla settimana) dimostra addirittura sette anni in meno e gode di uno stato di salute migliore. L’obiettivo, anche per dormire meglio, è proprio la riduzione dello stress attraverso baci, carezze e ricerca rilassata del piacere.

Quindi buonsesso e buonanotte!

Dott.ssa Silvia Corrent