Revenge porn: quando l’intimità diventa pubblica.

Oggi sono stata ospite di Radio Rock, abbiamo parlato del Revenge Porn. Sintetizziamo alcuni aspetti emersi.

La scorsa settimana è arrivato il via dalla Camera all’emendamento del Revenge Porn, ossia la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, senza consenso delle persone riprese. L’art. 612- ter c.p. stabilisce sanzioni che prevedono reclusione da 1 a 6 anni e multe che vanno da 5mila e 15mila euro. Tutela maggiore è stata riservata a persone in condizioni di inferiorità fisica e psicologica e alle donne in gravidanza. Un aggravante è se queste azioni sono commesse da una persona che è o è stata sentimentalmente coinvolta con la vittima. Quest’emandamento rientra nell’ambito dell’esame del disegno di legge “Codice Rosso”, il quale prevede modifiche al codice penale e al codice di procedura penale in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.

Tutto ciò rappresenta una vittoria ma sottintende anche un paio di riflessioni:

Innanzitutto l’Italia non è al passo con le norme europee e mondiali, nelle Filippine si è regolamentato l’invio di materiale sessualmente espicito nel 2009.

Bisognerebbe anche riflettere sull’impatto che la tecnologia ha nelle nostre relazioni. Il ricatto forse è storia vecchia ma l’irrimediabile violenza che ne consegue è un fenomeno nuovo.

Facciamo un salto indietro, come si arriva ad avere del materiale sessualmente esplicito sul proprio telefono?

1) Per molte coppie è eccitante fare sesso davanti ad uno specchio o davanti la telecamera, ed è così perchè in un solo gesto si mette insieme l’eccitazione provocata da immagini sessuali (di fatto quando si guarda un film porno con sconosciuti la cosa più eccitante non è lui, lei, gli altri, ma il gesto sessuale), l’attrazione per il o la partner e l’autoerotismo. In ognuno di noi c’è un pizzico di esibizionismo. Tutto ciò può essere sano se è una scelta condivisa con serenità.

2) A volte si viene trascinati e convinti a girare video o a spedire messaggi espliciti, dalle rassicurazione dell’altro che più ci si spinge oltre meno si ha il rischio di essere abbandonati.

3) Negli ultimi anni si è parlato molto di Sexting, termine che indica uno scambio di materiale che sia di testo, video, foto, sessualmente espliciti su dispositivi mobili. Il sexting può essere primario, quindi è il/la protagonista del materiale inviato a divulgarlo, o secondario se è il destinatario dell’invio a diffonderlo a terzi.

Allieta separazioni molto lunghe, aiuta a far aumentare il desiderio o l’eccitazione, tramite il rischio si ricerca la propria indipendenza, senza dubbio il distacco fisico aiuta a sperimentarsi in qualcosa che non faremmo nella realtà. Gli ambienti online favoriscono la disinibizione perchè si ha una percezione non reale di anonimato. Ma tutto questo compora il mettersi, letteralmente, nelle mani dell’altro. Un’altra persona che per molteplici motivi, come ad esempio per scherzo o per vantarsi può mostrare ad altri questo materiale.

Nei peggiori dei casi, purtoppo nella maggioranza dei casi, il materiale lo si usa per ricattare la persona ripresa o per vendicarsi. Citerò solo un nome che forse tutti ricorderemo: Tiziana Cantone che si tolse la vita nel 2016 dopo che alcuni suoi video hard diventano virali nel web. Prima di arrivare ad un processo a carico del suo ex- compagno sono stati archiviati due processi, uno per diffamazione e uno per instigazione al suicidio. Siamo al paradosso definitivo. Abbiamo i tempi di internet, che in 24 ore possono distruggere una persona. Abbiamo i tempi della giustizia italiana, inadeguati anche con provvedimenti d’urgenza.

Ricorderemo anche il caso di Belen Rodriguez ricattata per la somma di 500mila euro, il video fece il giro del Wold Wide Web. Anche filmati che riprendevano la deputata del M5S Giulia Sarti, sono stati diffusi dall’ex- partner

Oggi l’initmità non è più un fatto privato, non solo è condivisibile ma lo è in maniera infinitamente semplice.

Avremmo tutti bisogno di qualche ora di educazione sessuale e affettiva, dove si impara il rispetto dell’altro e la comprensione delle conseguenze di un gesto come pubblicare qualcosa di così intimo.

Se ricevete messaggi di questo genere, non solo dovreste interrompere la catena ma anche denunciare.

 

 

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