Quello che ancora non sai sull’ orgasmo femminile.

L’organo genitale femminile nasconde una complessità rara, nonostante ciò è noto il ritardo culturale e scientifico con cui deve fare i conti la sessuologia medica femminile. Per una descrizione anatomica macroscopica del clitoride abbiamo atteso il 1998.

L’apparato riproduttivo femminile comprende organi genitali interni ed esterni. Le strutture interne sono contenute nella cavità pelvica e comprendono ovaie, tube uterine, utero e vagina; gli organi esterni comprendono il monte del pube, le grandi e piccole labbra, il clitoride, il vestibolo, il bulbo del vestibolo e le ghiandole vestibolari.

Mentre il modello maschile istologico e anatomico è costante, quello femminile è notevolmente variabile da persona a persona, cerchiamo di capire come attraverso queste tre curiosità:

  • La risposta orgasmica segue la fase di eccitazione ed è caratterizzato da 3-12 contrazioni ritmiche e involontarie dei muscoli perivaginali, perineali e a volte dell’utero. Il numero massimo di orgasmi che la donna può raggiungere sono ad oggi sconosciuti ma sappiamo che molte teorie attribuiscono all’orgasmo femminile una funzione secondaria che forisce il legame di coppia.

Per raggiungere queste contrazioni e quindi l’esperienza orgasmica si disinguono i tipi di stimolazione del clitoride, una diretta e una indiretta, ossia attraverso la penetrazione vaginale, più precisamente stimolando la parete vaginale anteriore (il 26% delle donne raggiungono l’orgasmo con questa stimolazione).

Il clitoride e la parete vaginale anteriore insieme ad altre strutture formano un complesso funzionale dinamico chiamato il complesso clitoro- uretro- vaginale, ossia il punto G.

Le modalità anatomo- funzionali per il raggiungimento dell’orgasmo sono ben lontane dall’ essere univoche e universali, bensì sono caratterizzate dall’individualità, dal ciclo di vita e dai livelli dagli ormoni sessuali.

  • Può capitare che donne a stretto contatto contatto tra loro sincronizzino il ciclo mestruale, questo può dimostrare gli effetti psicologici dei feromoni sulla nostra specie.

Questo processo è guidato da uno o più composti volatili prodotti da ghiandole localizzate nelle ascelle. In particolare, feromoni prodotti da donne in fase follicolare tardiva accellerano l’insorgenza del picco di ormone luteinizzante, quindi l’ovulazione, accorciando la durata del ciclo. Invece feromoni prodotti da donne in fase ovulatoria rallentano l’insorgenza del picco Lh e quindi l’ovulazione, prolungando la durata del ciclo.

  • L’eiaculazione femminile è definita come una risposta sessuale fisiologica e comporta l’espulsione, durante l’orgasmo, di differenti quantità di fluido che possono originare o dalla vescica (il cosidetto squirting) o dalla prostata femminile, le ghiandole di Skene (l’eiaculato femminile) o entrambe.

Lo squirting è un’ espulsione orgasmica di un liquido acquoso incolore e inodore, l’eiaculato delle ghiandole Skene è una piccola quantità di fluido biancastro.

Ricordate.. occorrono più di 200 muscoli per fingere l’orgasmo, meno di 20 per dire “il clitoride è qui”!

Il pene: tre curiosità sull’organo genitale maschile.

Il pene è l’organo riproduttivo maschile e costituisce l’ultimo tratto delle vie urinarie.

Ma non tutti sanno che..

  •  Dal punto di vista clinico non c’è relazione tra misura del pene a riposo e quella in erezione.  Le dimensioni dell’organo genitale maschile non influiscono  sulla soddisfazione sessuale sia dell’uomo che del o della partner.

Nel gergo americano esistono due termini per definire due tipologie di pene, shower che indica un pene che non mostra molta variazione di dimensione a riposo e in erezione, grower, al contrario è la tipologia di pene che ha una grande variazione, quest’ultima tipologia è rappresentativa dell’80% della popolazione maschile.

C’è anche da sottolineare due aspetti, in primo luogo una lunghezza eccessiva potrebbe creare disagi e dolori nel rapporto sessuale penetrativo, in secondo luogo la vagina è un organo elastico e si adatta a qualsiasi tipo di diametro del pene. Quindi la maggior influenza che le dimensioni possono avere è a livello dell’immaginario erotico .

  • 145/95 milioni di anni fa scompariva nell’uomo il baculum, l’osso penieno che serviva da supporto meccanico all’erezione.

Ad oggi la stragrande maggiornaza dei mammiferi si avvale del suo aiuto attraverso un gesto volontario. Il baculum massimizza la possibilità di avere un lungo rapporto in rare occasioni. L’uomo potrebbe aver perso quest osso quando ha sviluppato il concetto di monogamia, avendo la possibilità di avere brevi rapporti con più frequenza. Oltretutto per le femmine è un segnale di buona salute, l’erezione è affidata solo ad una buona pressione sanguigna.

  • L’eiaculazione risulta una complessa coordinazione di eventi neuromuscolari che comprendono due fasi:

Una fase di emissione quini di raccolta del seme nelle vie urinarie e una fase di espulsione attraverso il meato uretrale esterno, ossia l’eiaculazione così come la intendiamo. L’eiaculazione il più delle volte è accompagnata dalla percezione orgasmica, legata alle contrazioni ritmichedel pavimento pelvico che determinano l’espulsione. Può capitare che orgasmo ed espulsione non coincidono.

Si stima che l’orgasmo maschile è di 3/10 secondo verso i 20 secondi di durata della donna.

Queste e molte altre curiosità rendono l’organo maschile molto complesso e soggetto a variazioni psicologiche, oltre che fisiologiche.

La Masturbazione: leggende e storia.

Argomento complesso e spinoso quello della masturbazione, ma credo sia utile scardinare alcuni miti e alcune credenze:

  • La masturbazione sopprime il desiderio sessuale:

Nell’antichità l’atto masturbatorio era visto come in grado di aumentare la potenza sessuale. Gli antichi egizi credevano che la creazione dell’universo sia avvenuta per mezzo della masturbazione del dio Atum. Le cose iniziano a cambiare nella tradizione giudaica, la masturbazione inizia ad avere un valore socio-economico-politico, a causa della scarsa numerosità di ebrei rispetto ai popoli vicini, spinge a condannare tutti i comportamenti non destinati alla riproduzione, fino alla condanna ufficiale di Papa Leone IX nel 1504.

  • Solo gli uomini si masturbano:

Ebbene no, già 28.000 anni fa le donne si masturbavano con dildi di pietra, il primo è stato ritrovato in alcune caverne tedesche. Vi ricordate la caccia alle streghe? Molte di loro erano donne comuni, sane, le quali si sfregavano con i genitali su una scopa imbevuta di stramonio, avendo così orgasmi allucinogeni. La scienza, oggi, ci spiega come l’orgasmo raggiunto con autoerotismo attiva 30 aree del cervello, tra cui quella del dolore (perciò può essere utile masturbarsi durante i dolori mestruali, per esempio).

  • Si masturba solo chi è single:

L’autoerotismo ha un’importanza clinica, aiuta a conoscerci e in alcuni casi, rivela un malfunzionamento fisico. Nelle terapie sessuologiche si lavora molto con la masturbazione, anche in coppia, anzi masturbarsi davanti alla persona che si ama aumenta di molto l’eccitazione.

-Se Dio avesse voluto impedirci la masturbazione ci avrebbe dato braccia più corte.-

G. Carlin

In che relazione sei? Ecco alcuni segnali per capire se sei in una storia seria.

Da giorni sul web gira un nuovo termine.. Situationship, emerso per la prima volta in un articolo pubblicato su Cosmopolitan. La parola indica il caso in cui non ci si trova propriamente una relazione, ma al tempo stesso non si sta semplicemente uscendo con qualcuno. A parlarne per la prima volta è stato un ragazzo di nome Tony, che dice: “Di base noi siamo in questa situationship, in cui le cose possono andare avanti oppure no”.

Quindi  è una zona grigia, un’espressione di libertà di coppia. Si intenderebbe quella situazione in cui tu sai che vedrai l’altro/a, ma non state insieme, ma gli amici non capiscono perchè. Qualcosa di più di trombamici, perchè si ha un rapporto esclusivo, ma di meno di una relationship.

Se ti stai chiedendo se anche tu sei in una situationship ti ritroverai in questi punti chiave:

  • non pianificate nulla a lungo termine, vi chiamate all’ultimo momento;
  • non hai certezze che puoi contare su di lui o lei;
  • le scuse e le buche sono all’ordine del giorno;
  • non vi fate confidenze, le confidenze sono sintomo di coinvolgimento;
  • non si parla di futuro;
  • vi dichiarate di non voler una relazione seria;
  • avete l’ansia dovuta all’ indeterminatezza del rapporto;
  • c’è noia, non essendoci un obiettivo di coppia le cose da fare insieme non hanno senso, tranne il sesso, che può essere fatto senza alcuna inibizione in quanto non condiziona l’evoluzione della coppia;
  • uno dei due partner potrebbe capitolare (tante volte ci siamo detti che a forza di baci e sesso, l’ossitocina crea un attaccamento).

Ad ogni modo secondo uno studio alla Oakland University, non sembrerebbe tanto importante se tu sia in una relazione seria, in una situationship o in una trombamicizia, basta che non sia con un/a ex, perchè altrimenti potresti riportare sintomi di “psicopatia” ed essere incapace di saper fallire.

L’amore d’altronde è libertà e W. Allen lo sapeva bene, esprimendolo in questa celebre citazione: <<L’amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande>>.

 

Il tradimento, tra miti e cultura.

Quando si scopre un tradimento spesso si reagisce con stress, reazioni aggressive, comportamenti caotici, incapacità di gestione della rabbia. Ogni partner attribuisce all’altro atteggiamenti irrazionali. Si crea una frattura dovuta al fatto che sono venute meno le premesse di base alla relazione.

Gli agenti che portano ad un tradimento sono spesso dinamiche di coppia, problemi di comunicazione, insoddisfazione sessuale.

Quello che è emerso da varie ricerche è che il 76% degli uomini tradisce per combattere la routine, mentre il 75% delle donne tradiscono perchè questo aiuta a tollerare meglio i conflitti di coppia, ed è assolutamente vero. “Si tradisce perchè si smette di amare”, non è così lineare, anzi paradossalmente si può tradire perchè si ama ma non si ha le giuste strategie per affrontare le crisi, il tradimento ti permette di rimanere in coppia.

A volte l’amore non basta e il tradimento può costituire un elemento che permette una riorganizzazione delle regole interne del rapporto, soprattutto se si sceglie di intraprendere un percorso di sostegno psicologico o sessuologico, in coppia o in maniera individuale.

La monogamia nella specie umana è un tipo di relazione che aiuta la coppia, nello specifico, nella fase della procreazione e nel periodo in cui vengono cresciuti i figli, in quest’ottica in cui la monogamia garantisce la sopravvivenza dei figli, può durare 30 anni. Uno studio recente condotto a Londra suppone che gli uomini in coppia che non tradiscono hanno un quoziente intellettivo maggiore, in quanto la fedeltà dell’uomo ha un collegamento con l’intelligenza ed è un segnale di evoluzione della specie. Esiste dunque una forma culturale, ma che ha anche basi biologiche.

In alternativa al tradimento troviamo il poliamore, quindi una relazione di tipo amoroso dove la consensualità tra i partner permette di avere più rapporti di tipo affettivo e sessuale con rispetto reciproco, così facendo non si rappresenta se stessi in una relazione non monogamia etica.

Secondo alcuni sondaggi in estate il 70% degli italiani tradisce, 1 donna su 3 vs 1 su 2 degli uomini.

<<Un tradimento uccide soltanto gli amori già morti. Quelli che non uccide li rende immortali>>, questa citazione di Massimo Gramellini serve a ribadire che il tradimento non è per forza la fine di un rapporto, ma può essere un nuovo capitolo di una relazione più sana, se si elaborano i significati e le dinamiche che hanno portato fino a quel punto.