Inverno: il freddo gela la passione?

Se siete preoccupati che il freddo invernale possa ibernare la passione tirate un sospiro di sollievo. La scienza conferma che il sesso invernale è un sesso molto speciale, ecco perchè:

  • COMBATTE LA DEPRESSIONE. Secondo quanto hanno notato gli studiosi del National Institutes of Health il cosiddetto ‘winter blues‘, cioè la malinconia che l’inverno porta con sé a causa della poca luce, del tempo uggioso e dello stress, si allevia notevolmente facendo
  • MAGGIORE ATTRAZIONE FISICA. Gli uomini sono più attratti dalle donne d’inverno che d’estate. Lo hanno scoperto due ricercatori polacchi dell’Università di Breslavia, la maggior parte degli uomini trova la donna più desiderabile in inverno, poiché pare che durante il periodo estivo, le donne sono troppo scoperte e ciò fa scemare la fantasia maschile.
  • MAGGIORE FERTILITA’. In inverno aumentano sia la quantità che la concentrazione degli spermatozoi: secondo quanto dichiarato dall’American Journal of Obstetrics and Gynecology, “gli spermatozoi d’inverno non sono solo di più, sono anche più in salute. Si muovono meglio e hanno una struttura più resistente e sana“.
  • MAGGIORE PREDISPOSIZIONE AI LEGAMI DURATURI. Secondo la Florida State University,in questo momento dell’anno il cervello è più predisposto a legami duraturi. Le possibilità di fare sesso con qualcuno aumentano, ma anche quelle di scovare la persona giusta, perché ci sono più cene con gli amici e si va più spesso in palestra, per esempio.
  • AUMENTA IL ROMANTICISMO. Lo ha scoperto uno studio della McGill University che ha rilevato che ad avere bisogno di più coccole e abbracci siano soprattutto gli uomini.

Se riscontrerete che la vostra vita privata non abbia usufruito dei benefici invernali, la cosa migliore è capire come poter agire attivamente per creare un nuovo circolo virtuoso. Contattami per una consulenza, o parlane con un professionista di fiducia al più presto, winter is coming!

Dott.ssa Silvia Corrent

Annunci

Sessualità e terza età: dopo i 69.

L’aumento dell’aspettativa di vita e la riduzione della natalità stanno modificando l’età media della popolazione italiana. I cittadini over 65 costituiscono il 21% della popolazione (secondo dati ISTATA 2015), ed è impensabile che ancora oggi, si trascuri la salute sessuale di un quarto della popolazione italiana.

Uno studio europeo rivela che il 61% degli over 70 ha rapporti sessuali e l’80% ha pensieri a sfondo sessuale. Quindi sembra chiaro che il pensiero comune che nonno e nonna a letto guardino Forum sia davvero molto riduttivo. Tabù a parte, è necessario che la classe medica sia informata su come si modifichi la vita sessuale di ogni individuo e si adoperino affinchè gli anziani possano mantenere la propria salute sessuale. Perchè un giorno sarà la nostra salute. Basta pensare che diversi studi  hanno dimostrato come mantenere attiva la sessualità nella terza età sia un fattore protettivo degli eventi cardiovscolari.

Con l’avanzare dell’età l’organismo va incontro ad una serie di modificazioni ormonali, per esempio nell’uomo potrebbe emergere un ritardo nel raggiungimento dell’erezione e dell’orgasmo, nella donna potrebbe presentarsi una ridotta lubrificazione. Nonostante tali cambiamenti, molte persone riescono a raggiungere un appagamento sessuale, questo succede perchè si assiste ad una modifica del tipo di attività sessuale: si riducono i rapporti sessuali completi e aumentano i rapporti non penetrativi.

Per fronteggiare i dolori da penetrazione dovuti ai cambiamenti fisici oltre a munirsi di lubrificante, potrebbe essere utile la sceltadi alcune posizioni piuttosto che altre, il mio consiglio è di valutarle con un medico preparato o con un professionista della sessuologia.

Per anni la sessualità è stata condizioanta da un determinismo biologico: il periodo di massima efficienza genitale corrispondeva a quello di massima efficienza sessuale. La sessualità ha molta più corrispondenza con l’interiorità della persona e la capacità di sostenere l’initmità. Solo la nostra specie è in grado di attribuire significato al comportamento sessuale e ciò significa che potenzialmente i nostri sentimenti, più delle sensazioni fisiche, influenzerebbero le funzioni genitali.

Il paradosso è che con la terza età arriva (si spera) il pensionamento e lo “svuotamento del nido”, quindi le persone hanno molto più tempo per dedicarsi alla loro intimità. Ma questo non sempre accade se sopraggiunge la vergogna e il pregiudizio: “non lo so fare”, “non lo posso fare”, “non sta bene” sono solo condizionamenti gravosi della società dettati dall’ignoranza.

Uno dei predittori di una buona sessualità nella terza età è avere una vita sessuale attiva e soddisfacente da giovani , ecco perchè questo breve post non è diretto solo alle persone che hanno superato i sessant’anni, ma è un monito per tutti noi.

Avere cura della nostra attività sessuale significa anche iniziare a pensare che ogni persona ha diritto al proprio benessere psicofisico. Pensare oggi in positivo permetterà che anche i giovani di oggi avranno una buona salute sessuale quando saranno gli anziani di domani.

La chimica dell’amore: perchè il colpo di fulmine esiste.

Molte sono le ricerche sui segnali di approccio interpersonale, di seduzione, di invito ad un avvicinamento sessuale. Quando due persone sono attratte sessualmente in maniera reciproca segnalano questa situazione con messaggi non verbali. Alcuni di questi sono quelli che Cook (1971) definisce statici (es:volto, trucco, abbigliamento, ecc..), altri costituiscono reazioni fisiologiche e non sono sotto controllo(es:dilatazione pupille), altri sono interamente sotto controllo (es: uso sguardo, postura, contatto fisico).

L’uso efficace della comunicazione non verbale richiede l’attento invio dei segnali e l’attento monitoraggio del loro effetto sull’interlocutore. Un movimento nella direzione di una maggiore intimità provoca un’accresciuta attivazione nella controparte: se è visto come piacevole ci sarà reciprocità, se ritenuto sgradevole o imbarazzante ci sarà allontanamento.

Secondo alcuni autori (Liebowitz, 1983; Sabelli et al.,1990) l’infatuazione può avere origine da una molecola: la feniletilamina (FEA). È un anfetamina prodotta naturalmente dall’organismo responsabile delle sensazioni di gioia, ilarità ed euforia. Ci si infatua quando i neuroni del sistema limbico vengono saturati o resi sensibili dalla FEA ( o da norepinefrine e dopamina). Le terminazioni nervose si abituano alla stimolazione o i livelli dell’ormone scendono. L’attrazione svanisce e l’attaccamento si fa più importante, si instaura un nuovo equilibrio chimico: le endorfine calmano la mente e riducono l’ansia. Si tende ad avvertire sicurezza e stabilità.
Rimane presente l’ossitocina, che ci spinge al contatto fisico e agli abbracci.

La prima fase per la creazione di una coppia è l’innamoramento.

Nessuno che sia ancora in gradodi ricordare l’evento improvviso e violento di un intenso innamoramento definirò la scelta del partner come una “libera scelta”. L’innamoramento a prima vista  è pura biologia, che si manifesta con euforia e violente reazioni fisiche come sudorazione, palpitazione, insonnia, dipendenza emotiva concentrazione sul aprtner, sensazione di grande energia. Anche Platone riteneva si trattasse un processo autonomo, definiva l’impulso sessuale <totalmente irrazionale, un’anima che non accetta nessuna disciplina.>.

L’incontro con l’altro ripropone la ritualizzazione delle proprie rappresentazioni interne della coppia genitoriale. Nel gioco dell’innamoramento l’area dell’illusione in principio unisce e separa la coppia. I partner si creano e si scoprono, dandosi fiducia reciprocamente, mutualità e intimità. L’idealizzazione si può intendere come l’illusione di far combaciare l’oggetto reale con il proprio compagno interno.

L’innamoramento è chiaramente legato allla  sopravvivenza della specie: la sua durata è di minimo sei mesi e puo durare fino a tre anni (evoluzionisticamente è interpretato come il tempo minimo in cui una donna possa rimanere incinta e prendersi cura della prole).

Dal punto divista sintomatologico l’attrazione è caratterizzata da uno stato mentale alterato con:

  • innalzamento del tono dell’umore che ricorda molto le fasi ipomaniacali del disturbo bipolare, questo potrebbe sottindere il funzionamento di analoghe modificazione neurofisiologiche: aumento del funzionamento dei sistemi dopaminergico e noradrenergico.
  • Altri comportamenti legati all’attrazione sono il restringimento degli interessi e i pensieri intrusivi riguardanti il partner, simile al disturbo ossessivo compulsivo, ciò è dovuto ad una disfunzione serotoninergica.
  • Nelle fasi iniziali di una relazione i livelli di serotonia si abbassano, la serotonina è il neurotrasmettitore del benessere, coinvolta nella regolazione dell’umore.
  • Si presenta un alto livello di cortisolo (creare legami sociali induce stress), la stimolazione delle ghiandole surrenali provoca un aumento di testosterone nelle donne e diminuisce negli uomini, come se la natura volesse farci incontrare a metà strada. Il testosterone è un ormone androgeno prodotto soprattutto da testicoli maschili  ma in piccole quantità anche dalle ovaie femmiline, ha un ruolo nel desiderio sessuale, nelle donne ha un picco appena prima dell’ovulazione.
  • Il cuore batte più velocemente grazie ad una scarica di adrenalina causata da neurotrasmettitori di eccezione, epinefrina e norepinefrina, prodotte dalle ghiandole surrenali, nel midollo spinale e nel cervello.

Il passaggio dall’innamoramento all’amore richiede la capacità di rivalutare il rapporto in uno spazio più reale, nel rispetto delle reciproche differenze. La coppia, condividendo le varie esperienze, sviluppa complicità e appartenenza. Non si cerca più solo la conferma del Sé ma anche una spinta verso il cambiamento.

L’attaccamento è caratterizzato dall’esigenza di vicinanza e da segni di malessere e agitazione quando si verifica la separazione dall’oggetto dell’attaccamento e da riduzione di questi segni dopo il riavvicinamento, inoltre, necessita di un determinato tempo per svilupparsi.

Nell’ultimo decennio i dati hanno sottolinenando il ruolo chaive di neuropeptidi come ossitocina e vasopressina in questa fase. La vasopressina sembrerebbe legata alla regolazione  della persistenza sessuale, nell’assertività e del predominio. L’ossitocina, nell’uomo, sembra ridurre le risposte allo stress e viene rilasciata durante l’esecuzione di diverse tecniche di rilassamento. L’ ossitocina è un ormone peptidico, prodotto dai nuclei ipotalamici e prodotto dalla ghiandola pituitaria posteriore. È ormai da tempo assodato come questo ormone giochi un ruolo centrale durante il travaglio e il parto e successivamente nel processo di allattamento. Più recentemente è stato inoltre indicato come elemento chiave nelle interazioni sociali e nelle nostre reazioni sentimentali, da questo il soprannome di “ormone dell’amore”. L’ ossitocina difatti aumenta i comportamenti pro-sociali come altruismo, generosità ed empatia e ci porta ad essere più propensi a fidarci degli altri. Questi effetti socio-cognitivi emergono in conseguenza della soppressione dell’azione dei circuiti prefontale e cortico-limbico, con conseguente abbassamento dei freni inibitori sociali come la paura, l’ansia e lo stress.  L’ossitocina è legata all’intimità, sensibilizza la pelle, incoraggiando il contatto fisico, e con il contatto aumentano i livelli della stessa.

L’ossitocina, tra l’altro, attiva le vie dopaminergiche e i centri dopaminergici del piacere. Dopamina e noradrenalina, possono essere importanti per l’inizio di un rinforzo della relazione, la dopamina può essere considerata la sostanza che attiva la curiosità e in questo modo l’interesse verso l’altro.

Quando siamo innamorati l’altra prsona vive nei nostri centri emotivi del nostro cervello. Quando perdiamo qualcuno i nostri centri cerebrali si scatenano cercando questa persona perché siamo abituati a vederla a sentirla ad abbracciarla. L’iperattività nel sistema limbico è asscoiata a depressione e a bassi livelli di serotonina , faremo fatica a dormire , siamo ossessionati, siamo inappetenti. C’è anche una carenza di endorfine, che regolano i percorsi del dolore, e questa potrebbe essere la causa del dolore fisico che sentiamo.

Guarire dal mal d’amore si può, ma questa è un’altra storia.

 

Tossicodipendenza in sessuologia: effetti delle sostanze sulla fisiologia dell’atto sessuale.

Il fenomeno della tossicodipendenza è sicuramente molto complesso, intervengono fattori culturali, socio-economici, generazionali nonché ovviamente fattori relativi agli aspetti intrapsichici e acquisiti attraverso l’esperienza e l’educazione. A tutte queste motivazioni se ne aggiunge ora un’altra altrettanto importante, poiché tutte le droghe permettono un miglioramento delle prestazioni sessuali se non addirittura la temporanea guarigione dei sintomi sessuali.

Gli effetti psicologici e fisiologici che le sostanze psicoattive inducono sono di natura variabile, poiché non dipendono solo dalla natura della molecola ma anche dalla modalità di assunzione, dalla dose, dagli stati emotivi e dalle aspettative connesse, dall’assunzione della sostanza e dal valore a esse accreditato.

Con il termine droga si definisce qualunque sostanza naturale o di sintesi in grado di alterare l’umore, la percezione e le attività mentale della persona. Le droghe si distinguono in:

  • Psicoanalettici :stimolano il sistema nervoso centrale e comprendono cocaina, anfetamina, caffeina e nicotina Questa tipologia di sostanze comporta un aumento di vigilanza e del comportamento aggressivo, incrementano la capacità di svolgere attività fisiche e psichiche, il battito cardiaco, fanno diminuire la sensazione di fame e fatica.  Assunta in piccole dosi inducono eccitazione, euforia, sensazione di avere una maggiore energia. Gli effetti della cocaina sul SNC sono dovuti all’azione che essa esercita sulla neurotrasmissione mediata dalla dopamina, neurotrasmettitore fondamentale del sistema di ricompensa cerebrale. Stimolando il rilascio di dopamina e noradrenalina, la cocaina, provoca un aumento del desiderio e dell’eccitamento. Gli effetti ricercati da chi inizia a usare cocaina consistono in un aumento di resistenza fisica, aumento di benessere e aumento di desiderio sessuale; se direttamente applicata sul pene grazie alle sue proprietà di anestetico locale, aiuta a mantenere l’erezione. Molte donne che sono anorgasmiche trovano invece piacere con l’uso di questa sostanza, ma usarla a lungo termine causa alterazioni della sfera sessuale che possono diventare persistenti, come la riduzione del desiderio,  problematiche legate all’erezione nell’uomo e anorgasmia nelle donne, inibizione dell’eiaculazione e riduzione della performance sessuale, può anche causare amenorrea.
  • Psicolettici: si dividono in droghe che deprimono il SNC (alcol, barbiturici benzodiazepine) e droghe che riducono il dolore come gli oppiacei naturali e di sintesi. Assunti in piccole dosi e da una parte riducono gli stati ansiosi e dall’altra inducono sensazione di benessere e di euforia. L’alcol provoca una diminuzione dell’inibizione, del senso critico e dell’autocontrollo, l’etanolo ha un effetto paradosso nella femmina da un lato disinibisce, rendendo più facile l’ottenimento dell’orgasmo in donne tendenzialmente anorgasmiche, ma dall’altro prolunga il tempo necessario per l’ottenimento dell’orgasmo.  Nel maschio l’effetto vasodilatatore generalizzato non favorisce la vasodilatazione peniena, a questi effetti acuti vanno aggiunti gli effetti cronici caratterizzati da insufficienze epatiche ed endocrine, da vasculopatie e neuropatie responsabili di disturbi erettili. Alcol e droghe danneggiano il cervello, ne provocano l’invecchiamento precoce e riducono la sua funzionalità generale. L’alcol, in particolar modo, uccide le cellule del cervelletto, la parte posteriore in basso del cervello, coinvolta nella coordinazione, nell’apprendimento e nel piacere orgasmino. Per oppiacei si intende sostanze derivate dall’oppio, gli effetti ricercati sono diminuzione dell’ansia, miglioramento delle prestazioni o aumento di controllo del riflesso eiaculatorio. Nelle donne l’eroina può essere utilizzata per la sue proprietà che riducono ansia e dolore, questo favorisce il rapporto e aumenta la lubrificazione vaginale. Gli effetti tossici per l’ uso prolungato di eroina comprendono il rallentamento del comportamento sessuale: l’eroina interferisce con la regolazione centrale del sistema endocrino e quindi causare carenza di libido ed eiaculazione ritardata, problematiche legate a orgasmo e alla fertilità; nella donna può causare riduzione del desiderio, disturbi mestruali e amenorrea.
  • Psicodislettici: si tratta di droghe che alterano le funzioni percettive, comprendono cannabinoidi, ecstasy, funghi e LSD.  Assunte in piccole dosi comportano un aumento è una modificazione delle esperienze sensoriali, stati di euforia se assunte in dosi elevate inducono stato confusionale mentale, agitazione e panico. Spesso i cannabinoidi sono usati per facilitare i rapporti personali, molti fumatori fanno notare che aumenta il desiderio sessuale, si ha un orgasmo più piacevole, qualitativamente superiore, permette di godere al meglio dell’atto sessuale. Tuttavia nei soggetti che ne abusano si riscontra una riduzione della sessualità fino alla disfunzione erettile. Con l’uso di ectasy il soggetto riesce ad abbattere quel muro che lo divide dall’altro, facilitandone l’incontro, ma può avere, a lungo termine, effetti tossici. Provoca disfunzione erettile, calo del desiderio, riduzione del senso di affaticamento.

Il fenomeno del consumo delle droghe riconosce numerosi fattori sociali, culturali, psicologici, biomedici, sistemico-relazionali e molti altri. A questi oggi vanno aggiunti due aspetti : la ricerca di un piacere sessuale e la correzione di un disturbo sessuale.

Va ricordato che un tossicodipendente su tre afferma di aver iniziato a drogarsi per far fronte ad un problema sessuale. Questi dati evidenziano l’urgenza di inserire nei programmi di prevenzione le informazioni sulla salute sessuale e la necessità di trattare precocemente i disturbi sessuali stessi, questi interventi vanno considerati un mezzo semplice ed economico di prevenzione primaria dell’abuso di sostanze psicotrope e della tossicodipendenza tra i giovani e di controllo della troppa frequente recidiva.

Come si è visto le droghe probabilmente possono alleggerire il sintomo sessuale al momento, sempre se tutto va come deve andare, ma come tutto ciò che agisce sul sistema nervoso centrale provoca dipendenza e variazioni dell’assetto fisiologico.

Se insorge un sintomo sessuale o relazionale, il consiglio è di chiedere sempre aiuto a professionisti del settore, persone competenti, come ad esempio il medico di base, il ginecologo, l’andrologo, un endocrinolgo, lo psicologo, e meglio ancora al sessuologo. Per agire nel più breve tempo possibile avendo però presenti obiettivi a lungo termine.

 

Sessualità in gravidanza: come rimanere una coppia quando si è genitori.

L’interruzione dei rapporti sessuali in gravidanza è un errore molto più comune nelle culture latine che anglosassoni. Si è ormai dimostrato che l’attività moderata non possa nuocere al feto, mentre fa sicuramente bene alla coppia,altrimenti il rischio è di trasformare il figlio in un ostacolo.

L’assetto ormonale femminile in gravidanza e durante l’allattamento non favorisce desiderio e attività sessuale. Non si è più votati ai propri bisogni, ma si diventa un organismo concentrato sul benessere della prole. Basti pensare come gli estrogeni e il progesterone determinerebbero un aumento del volume del corpo cellulare dei neuroni dell’area preottica mediale dell’ipotalamo, che regola le principali risposte materne.

Un dato costante nella letteratura sulla psicologia della gravidanza è il riconoscimento che quest’evento radicalizza nelle donne una dissociazione tra femminilità e maternità, quindi anche tra attività sessuale e funzione materna, il corpo non è più oggetto di desiderio ma involucro.

I membri della coppia devono far posto al bambino nel sistema familiare, preparandogli uno spazio fisico ed emotivo in un processo che implica una profonda ristrutturazione della relazione coniugale, il tempo della gravidanza è un periodo necessario per costruire questo spazio.

Il decorso della vita sessuale in questo tempo è correlato a diverse variabili:

  • Condizioni fisiche ritenute influenti dalla gestante sulla sessualità. La donna potrebbe sentirsi meno attraente. Già da prima dell’arrivo del pancione ci possono essere preoccupazioni su come cambieranno le parti intime e le sensazioni di piacere. La scienza rassicura, non sono state riscontrate differenze tra la vita sessuale delle donne dopo parto vaginale o con cesareo perché siamo naturalmente predisposte a ritornare come eravamo, con il tempo. Ma la flessibilità dei tessuti non va di pari passo con quella elasticità psicologica necessaria per riappropriarsi da subito del ruolo di amante sexy in contemporanea con quello nuovo e straordinario di madre.
  • Timore di danneggiare il feto o avvertire la presenza di un “terzo”, quando il bambino scalcia;
  • La frequenza dei rapprti prima della gavidanza;
  • Ricorso ad attività sessuali alternative;
  • Problematiche ostetriche pregresse;
  • Numero di figli vivi e precedenti aborti spontanei;
  • False credenze e miti: alcune credenze sottolineano come non ci sia affatto spazio per il sesso durante questa delicata fase di vita, altre più “minacciose” delineano possibili conseguenze negative sulla gravidanza e sulla salute del bambino. Tali convinzioni errate creano confusione e preoccupazione, andando a ostacolare la sana e soddisfacente vita sessuale della coppia in attesa; andrebbero pertanto sfatate. L’unica controindicazione al mantenimento della sessualità in questo periodo è il caso di gravidanze a rischio.
  • Informazioni sulla sessualità in gravidanza, spesso omesse dai ginecologi;
  • Alterazione del tono dell’umore, donne con esperienza di psicoterapia sono più favorevoli all’attività sessuale;
  • Significati personali elaborati nel decorso della gravidanza;
  • Fattori fisici come dolori alla schiena, dispareunia, infezioni urinarie, nausea;

In rari casi il sesso in gravidanza può riservare delle complicanze, come per esempio l’insorgenza di malattie infiammatorie pelviche o emboli venosi dovuti all’ingresso di aria atmosferica nelle vie genitali femminli. Molto più spesso la sessualità in gravidanza può addirittura migliorare:

  • nel secondo trimestre molte donne rivelano come il sesso faccia passare i dolori;
  • si sperimenta la masturbazione, non sono tante le posizioni che si possono sperimentare e a volte sono molto scomode;
  • uno dei vantaggi di essere incinte è di poter avere degli orgasmi multipli regolari.

La gravidanza infatti, è un periodo molto favorevole per la sessualità, in quanto da un punto di vista fisiologico il corpo femminile può essere maggiormente recettivo alle stimolazioni sessuali. Gli ormoni gravidici, infatti, possono facilitare la lubrificazione, la vasocongestione e quindi favorire l’eccitazione; inoltre si intensifica la risposta orgasmica, permettendo così di provare un maggiore piacere durante i rapporti. Il muscolo uterino aumentato di “massa” permette di percepire meglio le contrazioni uterine durante l’orgasmo. Ovviamente questa maggiore recettività fisica da sola non è capace di produrre un maggiore piacere, in quanto dipende molto da quanto la donna è coinvolta a livello soggettivo durante il rapporto e se quindi è emotivamente disponibile. Se non c’è una serenità di base e se sono presenti delle preoccupazioni relative alla propria salute, a quella del bambino, al non sentirsi attraente, alla percezione di una scarsa vicinanza del compagno, possono attivarsi dei pensieri negativi durante il rapporto che non permettono di lasciarsi andare alle sensazioni di piacere.

La riduzione di attività sessuali può andare a favore di scambi affettivi nella coppia, anche se il calo del desiderio può rientrare nella normalità, è importante che la coppia mantenga intimità, con scambio di effusioni e tenerezze. Altrimenti il rischio è di farsi inghiottire dallo stress, dalla responsabilità e alla fine si parlerà solo di biberon.

I risultati di uno studio volto ad indagare l’influenza dello stress sulla vita intima di partner che diventano genitori per la prima volta (Leavitt e colleghi, 2016), indicano un significativo abbassamento della soddisfazione sessuale nei 12 mesi successivi alla nascita del figlio. Solo nelle madri però, e non nei padri. Conclusioni che sono state interpretate dagli autori principalmente sulla base della costruzione sociale dei ruoli familiari di genere. Infatti si sa che comunemente sono le donne ad essere caricate di responsabilità maggiori nella cura del figlio e a subire pressioni sociali. Si partorisce e subito ci si aspetta di essere brave mamme accudenti, compagne rassicuranti e sexy, lavoratrici perfette, ovviamente in ottima forma fisica.
Se la coppia sperimenta difficoltà di adattamento o se si manifestano dei disagi personali in questa fasa di vita, che di per sè è una crisi a tutti gli effetti, in quanto è una svolta che costringe a sconvolgere o eliminare le antiche soluzioni abituali, il mio consiglio è di intraprendere un percorso di sostegno, individuale o per la coppia.

Infertilità e sessualità: come la terapia sessuale può sostenere genitori mai nati.

E’ utile precisare che si parla di infertilità, dal punto di vista clinico, in assenza di concepimento dopo oltre 12-24 mesi di rapporti senza contraccettivi.

Non esiste un genere più colpito rispetto all’altro. Le cause più frequenti sono divise al 50% tra il maschio e la femmina. Per quanto riguarda il primo, nella maggior parte dei casi è per una causa congenita, si nasce con un’alterazione che porta ad una minor produzione di spermatozoi, alterazioni in ambito testicolare, ostruzione dei condotti, patologie della prostata, alterazioni nell’eiaculazione o dell’erezione e alterazioni del seme. Poi ci sono una serie di concause, come stress, inquinamento e fumo, che possono essere cause dirette o secondarie. Sappiamo oggi, per esempio, che l’esposizione alle radiazioni dei telefoni cellulari, influisce sul livello di frammentazione del Dna e provoca una diminuzione della motilità degli spermatozoi. In 4 donne su 5 l’infertilità è colpa dell’età, in altri casi le cause sono endometriosi, ostruzioni o lesioni delle tube di falloppio, anomalie uterine e cervicali o problemi ovulatori. Oggigiorno, ci sono soprattutto problemi sociali, come la carriera o il bisogno di indipendenza, o economici, e quindi la donna tende a ritardare la data del primo concepimento. Già a 30 anni il patrimonio follicolare di una donna è ridotto di oltre il 50%, a 35 anni rimane solo il 20%, a 40 si riduce al 5%.

Il ministero della Salute italiano riporta che una coppia su cinque ha difficoltà a procreare per vie naturali, il doppio rispetto a 20 anni fa, e le cause di infertilità riguardano in egual misura al 40% sia gli uomini che le donne. Solo per il 20% si tratta di una condizione legata alla coppia. In Italia viene riportato che il numero dei gameti è diminuito del 50%, e che a nuocere sulla qualità degli spermatozoi (aumentando quindi il rischio infertilità) ci sono spesso le condizioni lavorative: quelle che espongono a radiazioni, a sostanze tossiche o a microtraumi. Influiscono negativamente anche gli inquinanti prodotti dal traffico urbano e il fumo di sigaretta.

La cura migliore per l’ infertilità è la prevenzione “primaria”: quindi dall’adolescenza è importante osservare ed eliminare i comportamenti a rischio che potrebbero compromettere la salute riproduttiva.  Si dovrebbe eseguire periodicamente l’autopalpazione dei testicoli e andare dall’andrologo o dalla ginecologa per controlli periodici. Regole valide per entrambi i sessi sono: seguire un’alimentazione sana, fare attività fisica regolare, ridurre lo stress, avere rapporti protetti per evitare le malattie a trasmissione sessuale e tenersi lontano da droghe e alcol.

Aldilà della persona che determina l’impossibilità ad avere una figlio, la sterilità è comunque una condizione di sofferenza che genera una disabilità di coppia, data dalla difficoltà di realizzare un progetto di genitorialità all’interno di un legame profondo e intimo. La nascita di un figlio è una situazione particolarmene carica di sifgnificati affettivi, emotivi e cognitivi, che investono diversi livelli di realtà:

  • individuale: può nascere un senso di improduttività: la coppia non ha il suo prodotto che li unisce, con conseguente senso di fallimento e inadeguatezza “non potendo generare sono una donna o un uomo a metà, incompleto/a”,
  • di coppia: posso emergere conflitti sottostanti e instaurarsi difficoltà comunicative e distanze emotive. In particolare rispetto alla sfera sessuale, i rapporti sessuali possono essere vissuti come vuoti e meccanici, sganciati dal piacere, può essere danneggiata la propria autostima poiché ci si sente poco attraenti e in grado di attrarre; alcune volte possono comparire anche delle vere e proprie disfunzioni sessuali, come calo del desiderio, disfunzione erettile, dolori vaginali ecc,
  • familiare e sociale: si assiste ad un impasse del ciclo di vita individuale e allargato: “io non diventerò mamma e mia madre non diventerà nonna”.

Per questo la diagnosi di infertilità può generare fratture in tre dimensioni dell’individuo:

  • Intrapsichica: ha un impatto sulla visione che il soggetto ha di se come essere sessuato.
  • Relazionale:la qualità della vita sessuale diminuisce per la pressione e la rigidità che assume il sesso.
  • Sessuale: si possono manifestare comportamenti che vanno dalla scomparsa del desiderio sessuale alla messa in atto di una sessualità promiscua e compulsiva o caratterizzata da disfunzioni sessuali.

Dopo la diagnosi di infertilità la coppia è di fronte ad un bivio: accettare la propria sterilità oppure percorrere strade alternative come l’adozione o la procreazione medicalmente assistita (PMA). In entrambi i casi, è necessario che nella coppia vengano legittimate desideri, bisogni, emozioni e ferite reciproche e che per ognuno dei partner inizi un percorso di ristrutturazione della propria persona e della propria coppia a partire dalle scelte future. L’infertilità viene ancora trattata come una specie di misterioso male incurabile che è meglio non nominare: non parlandone è possibile fingere che il problema non esista, evitando il pensiero che possa accadere proprio a noi. Ma questo silenzio, che ha radici complesse, non fa bene a nessuno, soprattutto a chi soffre di sterilità, che finisce col vivere nell’ombra, col sentirsi incompreso e spesso “mal funzionante”.

Le consulenze sessuologiche e psicologiche , anche laddove la coppia si dovesse rivolgere a centri di PMA, è essenziale nell’instaurarsi di un alleanza coniugale volta al raggiungimento dell’obiettivo genitoriale in un clima di serenità e complicità. Affrontare gli aspetti sessuali della coppia infertile garantisce maggiori possibilità di riuscita del trattamento, e in generale una migliore qualità di vita.

Il bacio alla fiorentina : rinforza la relazione e il sistema immunitario.

Oggi è la Giornata (Non internazionale) del Bacio.

La giornata internazionale del bacio, in realtà, si celebra tutti gli anni il 6 luglio. La ricorrenza esisteva già nel Regno Unito e poi si è diffusa negli altri paesi. Solo in Spagna la ricorrenza è il 13 aprile perché il 6 luglio è la Giornata del bacio rubato.

In questo articolo per bacio intenderò, da definizione anatomica data dal Dott. Henry Gibbons, “la sovrapposizione anatomica di due muscoli orbicularis oris in stato di contrazione”. Ossia, il classico bacio alla fran.. alla fiornetina.

Eh si, a quanto pare il bacio alla francese è in realtà nato in Italia,  in origine si chiamava bacio alla fiorentina. Pare che sia diventato bacio alla francese dopo la Prima Guerra Mondiale, per una pessima traduzione all’interno delle truppe alleate:  gli inglesi, a causa di un errore di comprensione del fonema, lo chiamarono «French kiss» e come tale è passato così alla storia.

Dopo questo breve chiarimento storico, vi spiego come mai decido di festeggiare il Kissing Day con gli spagnoli: credo che il bacio non vada solo rubato, ma debba essere scelto ogni giorno, ed ecco perchè:

  • Alcuni studi sostengono che lo scambio di saliva rappresenti un ottimo modo per respingere i virus. Una ricerca pubblicata sulla rivista Medical Hypotheses ha evidenziato che le donne sviluppano l’immunità nei confronti del citomegalovirus baciando partner infetti.
  • Secondo il biologo evoluzionista Thierry Lodé, il bacio, tra gli esseri umani, ha la funzione di esplorare il sistema immunitario dell’altra persona.
  • Il bacio ha anche effetti benefici su psiche e umore. Secondo Sharon Stills, fisica naturopata, baciarsi abbassa i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress che, se troppo elevato, può avere ripercussioni negative sul sistema immunitario, su quello endocrino e sulla salute mentale, incidendo in particolar modo sulla sfera dell’ippocampo.
  • Baciarsi non farà sicuramente perdere le stesse calorie di una corsa (11,2 calorie al minuto circa), ma ha il potere di raddoppiare il tasso metabolico. Bryant Stamford ha rilevato  che durante un bacio molto appassionato si bruciano due-tre calorie al minuto, il doppio rispetto allo standard metabolico.
  • Il bacio rende più belli: ogni volta che baciamo mettiamo in moto 29 muscoli di viso e collo, che dopo avranno un aspetto più tonico e disteso. Anche la bocca risulterà più turgida e carnosa, grazie all’effetto degli ormoni prodotti.
  • Il bacio aumenta le endorfine, le molecole del benessere ed entrano in circolo anche dopamina, ossitocina, serotonina e adrenalina. Dopo il bacio il cuore batte forte e il respiro diventa affannoso, all’ossigeno arrivata una dose extra di ossigeno ed è l’ossitocina che spinge a baciarsi di nuovo.
  • I baci sono l’anticamera dell’amore fisico. Le labbra sono zone erogene, quindi la stimolazione di esse attraverso la lingua è un piccolo input verso l’eccitazione sessuale. Nel Kamasutra, per esempio, esiste un particolare bacio con la lingua che prende il nome di «bacio vibrante» e consiste nel baciarsi con la punta della lingua a testa in giù, in modo che ognuno baci il labbro inferiore dell’altro.
  • Nel cervello ci sono milioni di terminazioni nervose dedicate alle labbra, i baci sono fondamentali in un legame. Secondo Ellen Kreidman, bisognerebbe dedicare almeno 10 secondi ai baci per poter comunicare al partener il nostro amore.

Ora che abbiamo analizzato i perchè, passiamo al come.

Un buon bacio con la bocca dovrebbe lasciare il partner senza respiro e non asfissiato. Gli esperti baciatori, infatti, sanno quando premere o quando usare la dolcezza, quando usare la linga, o quando aprire bocca o chiuderla. Sanno prendere la pausa, respirare e controllora il flusso di saliva. I bravi baciatori si godono anche gli aspetti tecnici del baciare.

La più accreditata tecnica per un buon bacio è infilare la lingua nella bocca dell’altra persona e incontrarne la lingua. La lingua dell’altro va accarezzata e “massaggiata” con la propria. C’è chi suggerisce di utilizzare solo la punta della lingua che è la parte più sensibile di tutto l’organo fonatorio.

E mi raccomando.. denti puliti.

Buon bacio & buon sesso a tutti!

Dott.ssa Silvia Corrent