In che relazione sei? Ecco alcuni segnali per capire se sei in una storia seria.

Da giorni sul web gira un nuovo termine.. Situationship, emerso per la prima volta in un articolo pubblicato su Cosmopolitan. La parola indica il caso in cui non ci si trova propriamente una relazione, ma al tempo stesso non si sta semplicemente uscendo con qualcuno. A parlarne per la prima volta è stato un ragazzo di nome Tony, che dice: “Di base noi siamo in questa situationship, in cui le cose possono andare avanti oppure no”.

Quindi  è una zona grigia, un’espressione di libertà di coppia. Si intenderebbe quella situazione in cui tu sai che vedrai l’altro/a, ma non state insieme, ma gli amici non capiscono perchè. Qualcosa di più di trombamici, perchè si ha un rapporto esclusivo, ma di meno di una relationship.

Se ti stai chiedendo se anche tu sei in una situationship ti ritroverai in questi punti chiave:

  • non pianificate nulla a lungo termine, vi chiamate all’ultimo momento;
  • non hai certezze che puoi contare su di lui o lei;
  • le scuse e le buche sono all’ordine del giorno;
  • non vi fate confidenze, le confidenze sono sintomo di coinvolgimento;
  • non si parla di futuro;
  • vi dichiarate di non voler una relazione seria;
  • avete l’ansia dovuta all’ indeterminatezza del rapporto;
  • c’è noia, non essendoci un obiettivo di coppia le cose da fare insieme non hanno senso, tranne il sesso, che può essere fatto senza alcuna inibizione in quanto non condiziona l’evoluzione della coppia;
  • uno dei due partner potrebbe capitolare (tante volte ci siamo detti che a forza di baci e sesso, l’ossitocina crea un attaccamento).

Ad ogni modo secondo uno studio alla Oakland University, non sembrerebbe tanto importante se tu sia in una relazione seria, in una situationship o in una trombamicizia, basta che non sia con un/a ex, perchè altrimenti potresti riportare sintomi di “psicopatia” ed essere incapace di saper fallire.

L’amore d’altronde è libertà e W. Allen lo sapeva bene, esprimendolo in questa celebre citazione: <<L’amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande>>.

 

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Il tradimento, tra miti e cultura.

Quando si scopre un tradimento spesso si reagisce con stress, reazioni aggressive, comportamenti caotici, incapacità di gestione della rabbia. Ogni partner attribuisce all’altro atteggiamenti irrazionali. Si crea una frattura dovuta al fatto che sono venute meno le premesse di base alla relazione.

Gli agenti che portano ad un tradimento sono spesso dinamiche di coppia, problemi di comunicazione, insoddisfazione sessuale.

Quello che è emerso da varie ricerche è che il 76% degli uomini tradisce per combattere la routine, mentre il 75% delle donne tradiscono perchè questo aiuta a tollerare meglio i conflitti di coppia, ed è assolutamente vero. “Si tradisce perchè si smette di amare”, non è così lineare, anzi paradossalmente si può tradire perchè si ama ma non si ha le giuste strategie per affrontare le crisi, il tradimento ti permette di rimanere in coppia.

A volte l’amore non basta e il tradimento può costituire un elemento che permette una riorganizzazione delle regole interne del rapporto, soprattutto se si sceglie di intraprendere un percorso di sostegno psicologico o sessuologico, in coppia o in maniera individuale.

La monogamia nella specie umana è un tipo di relazione che aiuta la coppia, nello specifico, nella fase della procreazione e nel periodo in cui vengono cresciuti i figli, in quest’ottica in cui la monogamia garantisce la sopravvivenza dei figli, può durare 30 anni. Uno studio recente condotto a Londra suppone che gli uomini in coppia che non tradiscono hanno un quoziente intellettivo maggiore, in quanto la fedeltà dell’uomo ha un collegamento con l’intelligenza ed è un segnale di evoluzione della specie. Esiste dunque una forma culturale, ma che ha anche basi biologiche.

In alternativa al tradimento troviamo il poliamore, quindi una relazione di tipo amoroso dove la consensualità tra i partner permette di avere più rapporti di tipo affettivo e sessuale con rispetto reciproco, così facendo non si rappresenta se stessi in una relazione non monogamia etica.

Secondo alcuni sondaggi in estate il 70% degli italiani tradisce, 1 donna su 3 vs 1 su 2 degli uomini.

<<Un tradimento uccide soltanto gli amori già morti. Quelli che non uccide li rende immortali>>, questa citazione di Massimo Gramellini serve a ribadire che il tradimento non è per forza la fine di un rapporto, ma può essere un nuovo capitolo di una relazione più sana, se si elaborano i significati e le dinamiche che hanno portato fino a quel punto.

Chemsex: cos’è e che effetti ha sul sesso.

Oggi le droghe sono anche utilizzate con l’intento di correggere i problemi sessuali cercando una sorta di automedicazione degli stessi, per alleviare il disagio connesso ai propri vissuti e migliorare le proprie prestazioni. Questi aspetti sono spesso sottovalutati nella ricerca.

Le droghe permettono un miglioramento delle prestazioni sessuali momentanee, per esempio l’uso di cocaina provoca  aumento di desiderio e di eccitazione nell’immediato, o i cannabinoidi possono far raggiungere un orgasmo qualitativamente migliore, ma a lungo andare portano a patologie sessuologiche.

La moda di questo ultimo periodo è il Chemsex, ovvero l’assunzione di droga per migliorare le prestazioni sessuali, spesso in feste dedicate. È comune a tutti i generi e agli orientamenti sessuali, ma grazie ad un sondaggio pubblicato sul Journal of Sexual Medicine sappiamo che è molto più frequentemente praticato da uomini gay e bisessuali, i quali hanno maggiori probabilità di associare droghe e sesso. In Gran Bretagna sembrerebbe aver preso piede più che negli altri Stati Europei. I risultati suggeriscono come il Chemsex sia un comportamento ad alto rischio che grazie alla confusione, amnesia, disinibizione, euforia e onnipotenza, può slatentizzare o peggiorare sintomi psichiatrici, aumentando la possibilità di contrarre malattie sessualmente trasmissibili, subire abusi sessuali o aumentare i casi di overdose.

I risultati pubblicati sul Journal of Sexual Medicine, hanno mostrato che l’alcol, la cannabis, la cocaina e l’ecstasy, o l’MDMA, sono le droghe più comuni, cambiano a seconda della città dove ci si incontra. Gli utenti affermano che l’MDMA in particolare migliora “l’intimità”. L’alcol provoca una diminuzione dell’inibizione, la cannabis procura un orgasmo più piacevole, qualitativamente superiore. In base alle risposte l’MDMA è stata segnalata come potenziante di “emotività e intimità”, effettivamente questa sostanza produce un alterazione del’umore, facilita la comunicazione, si ha padronanza della propria sessualità, mentre il GHB (droga dello stupro) per la maggior parte degli utenti aumenta il desiderio sessuale.

Tuttavia le conseguenze a lungo termine sono:

  • L’MDMA: porta alla riduzione del desiderio e crea danni a livello di eccitazione e di orgasmo.
  • Alcol: l’etanolo ha un effetto paradosso nella femmina da un lato disinibisce, rendendo più facile l’ottenimento dell’orgasmo in donne tendenzialmente anorgasmiche, ma dall’altro prolunga il tempo necessario per l’ottenimento dell’orgasmo.  Nel maschio l’effetto vasodilatatore generalizzato non favorisce la vasodilatazione peniena, a questi effetti acuti vanno aggiunti gli effetti cronici caratterizzati da insufficienze epatiche ed endocrine, da vasculopatie e neuropatie responsabili di disturbi erettili. L’alcol, in particolar modo, uccide le cellule del cervelletto, la parte posteriore in basso del cervello, coinvolta nella coordinazione, nell’apprendimento e nel piacere orgasmi.
  • Cannabis: nei soggetti che ne abusano si riscontra una riduzione della sessualità fino alla disfunzione erettile.
  • Cocaina: usarla a lungo termine causa alterazioni della sfera sessuale che possono diventare persistenti, come la riduzione del desiderio,  problematiche legate all’erezione nell’uomo e anorgasmia nelle donne, inibizione dell’eiaculazione e riduzione della performance sessuale, può anche causare amenorrea.
  • Ecstasy: provoca disfunzione erettile e calo del desiderio.

Puoi trovare nello specifico gli effetti delle sostanze sulla fisiologia dell’atto sessuale in questo articolo:

https://silviacorrent.wordpress.com/2018/06/26/tossicodipendenza-in-sessuologia-effetti-delle-sostanze-sulla-fisiologia-dellatto-sessuale/

Sesso, droga & rock and roll è un’ espressione tradotta in tutte le lingue del mondo, Ian Dury cantava:

<sesso droga e rock and roll, è tutto quello di cui hanno bisogno il mio cervello e il mio corpo>..

 .. è stato da poco scoperto che nel cervello esiste un’area che risponde ugualmente a questi stessi stimoli, ai quali si aggiunge la passione per il cibo. Quindi potremmo sostituire con più sesso e più musica il bisogno di droga.

L’estate influenzerà i nostri rapporti sessuali: scopriamo il perchè.

Condividiamo con il bonobo, lo scimpanzè dell’africa centrale, sia il 95% del patrimonio genetico sia l’essere sganciati dall’ estro, l’obbedienza ai cicli ormonali e stagionali. Il bonobo potrebbe far sesso per far pace con il vicino, siamo gli unici animali che fanno sesso per piacere e non solo per riprodursi. Nonostante ciò, neurotrasmettitori e ormoni, pur non obbligando all’attività sessuale, ne restano il fondamentale meccanismo biologco.

Cerchiamo di capire che ruolo ha l’estate nei nostri incontri sessuali:

  • In estate si fa più sesso rispetto alla primavera e l’inverno, perchè le giornate si allungano e l’aumento di luce e di sole aumenta la produzione di vitamina D, che a sua volta raddoppia le dosi dei livelli di testosterone, l’ormone del desiderio. Il testosterone è prodotto principalmente dai testicoli maschili ma in diverse quantità è prodotto anche dalle ovaie femminili e dalle ghiandole surrenali, nelle donne in età riproduttiva ha un picco appena prima dell’ovulazione, e provoca maggior desiderio sessuale al momento di maggior fertilità.
  • Inoltre l’esposizione al sole sviluppa la serotonina, antidepressivo naturale. Quindi il risultato è un umore positivo, predisposto al contatto con gli altri e una maggiore eccitabilità fisico-sessuale.
  • Stimoli sessuali sono a portata di mano, per esempio si vedono più corpi scoperti e abbronzati. Corpi fisicamente statuari.
  • Psicologicamente parlando, primavera ed estate vengono vissuti con un atteggiamento di apertura,  sono stagioni piene di colori, di movimento, di rinascita, si ha voglia di leggerezza, il tempo è più diluito e si ha maggiori occasioni per rilassarsi.

E’ evidente che per tutti questi motivi, l’estate è una stagione ricca di possibilità..

Gli amori estivi sono stati cantati da molti, spesso in chiave nostalgica come se nella maggior parte dei casi gli incontri che si fanno nel periodo estivo siano destinati a rimanere intrappolati in questa stagione.. e spesso clandestini.

Significativa è l’ultima strofa di Summer of ’69 di Bryan Adams, il quale cantava..

<<Stavi in piedi sulla veranda di tua madre
Mi hai detto che avresti aspettato per sempre
Oh e quando mi hai tenuto per mano
Sapevo che sarebbe stato adesso o mai
Quelli erano i migliori giorni della mia vita

Lì nell’estate del ’69>>.

Buon solstizio d’estate a tutti..

Infezioni sessuali: come si contraggono e come riconoscerle.

I dati dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità parlano di 376 milioni di nuovi casi all’anno, circa 1 milione al giorno.

La fascia di età colpita è tra i 15 e i 49 anni, questi dati riguardano principalmente quattro infezioni: clamidia, sifilide, gonorrea e tricomaniosi. In questo rapporto non vengono stimate HIV e Papilloma Virus.

Le infezioni sessuali hanno un impatto importante sulla salute se non sono trattate adeguatamente, potrebbero anche causare problemi cardiovascolari e infertilità.

Oggi giorno è possibile avere pratiche sessuali sicure con l’uso di preservativo sia maschile che femminile. Le IST si trasmettono con ogni tipo di rapporto quindi il preservativo va usato per rapporti vaginali, anali ma anche orali. La trasmissione può accadere anche con lo scambio di giochi erotici. Il contagio può avvenire tramite secrezioni vaginali o spermatiche, tramite la saliva o con il contatto diretto della pelle nella zona genitale, a volte anche tramite il sangue e durante la gravidanza da mamma a bambino.

Ancora una volta torno a ripetere che è fondamentale un’adeguata educazione sessuale, necessaria anche per interpretare i sintomi che possono andare dal bruciore genitale all’insorgenza di verruche. Nello specifico:

  • Sifilide: si trasmette soprattutto per contatto di ferite e ulcere localizzate nella zona genitale, anale e orale. Il primo sintomi è una singola ferita, il sifiloma, questa ferita rapidamente si ulcera. Queste ferite possono presentarsi sia nei genitali esterni che interni, anche la cavità orale può essere colpita. Più avanti si presenteranno esantemi e perdita di peso. Se non curata la sifilide può presentare sintomi al sistema nervoso anche 30 anni dopo l’acquisizione.
  • Tricomaniosi: la trasmissione è per contatto diretto dei genitali, indipendentemente dalla penetrazione, l’infezione si presenta con secrezioni maleodoranti, bruciori e pruriti. Co la tricomaniosi vaginale aumenta il rischio di contrarre l’HIV.
  • Clamidia: si presenta maggiormente nelle giovani ragazze, per il loro sviluppo anatomico . Uno dei primi sintomi è una lesione (papula) che si presenta 3-30 giorni dopo il contagio, localizzata a livello uro-genitale. Il secondo stadio colpisce i linfonodi causando spesso febbri.
  • Gonorrea: il batterio per crescere ha bisogno di zone calde e umide, quindi si trasmette con rapporti anali, vaginali e orali non protetti. L’infezione può presentarsi anche a livello di gola e occhi. I primi sintomi sono un’ uretrite acuta per l’uomo e cervicite o vaginite per la donna.

Il mio consiglio è di andare dalla ginecologa o dall’urologo in caso si riscontrassero questi sintomi.

Woody Allen scrisse <Il sesso è sporco solo se è fatto bene>, mettiamocelo in testa.

“Faccio sesso o accendo Netflix?” il dubbio del millennio.

Tutti siamo stati ossessionati da una serie tv, una passione nata per caso, siamo venuti a conoscenza di questa serie e improvvisamente nessuna vita sociale vale la pena di essere vissuta.

La dipendenza da serie TV è un disturbo che sta prendendo piede in quasi tutto il mondo. Anche Ikea abbraccia questo nuovo stile di vita proponendo mobili e accessori per arredare casa ispirandosi ai salotti delle serie più famose. L’iniziativa coinvolge i punti vendita dei paesi arabi i quali hanno scelto tre serie da cui prendere spunto: I Simpson, Friends e Stranger Things.

Tutto ciò potrebbe essere soltanto l’evoluzione della vecchia teledipendenza o potrebbe trattarsi di qualcosa di diverso. Sembra però che superando le 4 ore giornaliere di visione ci si affacci in un terreno pericoloso.

In particolare, il “binge watching” appartiene al cluster delle dipendenze comportamentali. La parola “binge”, letteralmente “baldoria”, indica che la persona si abbandona ad un consumo smodato dell’oggetto, sostanza o comportamento. La persona, passando molto tempo davanti ad uno schermo, toglie tempo ad altre attività e subisce gli effetti psicofisiologici, deficit attentivi, insonnia, aumento di peso. La quantità di tempo consumato a guardare serie tv ostacola la produttività in altre aree dell’attività lavorativa e relazionale. La sintomatologia risulta essere molto simile a quella della tossicodipendenza.

La persona cerca emozioni diverse da quelle di cui si nutre durante la vita reale. In queste condizioni la serie può diventare uno strumento, grazie al quale si induce un immediato piacere virtuale o ci si distrae da altre preoccupazioni. Il soggetto è costretto a rimanere all’interno dei suoi pensieri disfunzionali e il piacere dell’ipotesi di avere qualcosa di bello diventa il dolore di non averlo davvero.

Anche in situazioni meno drammatiche la fine della serie tv preferita può scatenare sintomi depressivi e senso di angoscia di svuotamento come la fine di un amore, immaginiamo di seguire una serie per 15 o 20 anni. Durante il finale di stagione si potrebbero assaporare emozioni come la gioia, se stiamo guardando il finale desiderato per i nostri idoli, la rabbia, se al contrario ci troviamo a guardare un finale non desiderato o incompleto, e la tristezza perchè per almeno qualche mese non rivedremo i protagonisti della serie.

Se parliamo di “dipendenza”, Netflix è, sicuramente, la sostanza più a portata di mano e più comune del nostro millennio.

Recentemente è uscita una ricerca che ha messo alla prova 500 americani tra i 18 e i 54 anni, dalla quale emergono dati preoccupanti per la sessualità moderna:

  • Il 30% degli utenti, quindi una persona su tre, sembra essere pronto a rinunciare al sesso per seguire una serie (fortunatamente esiste la possibilità di mettere in pausa).
  • Il 10% ammette di aver iniziato una relazione perchè il/la partner ha l’abbonamento Netflix.
  • Il 33% delle coppie discutono sul contenuto da scegliere e il 7% ha lasciato il/la partner per incompatibilità. Il 67% delle persone si informa sui gusti dell’altro prima di iniziare una relazione.
  • L’8% è disposto a lasciare il/la partner se lui/lei guardasse una puntata senza lui/lei (Netflix cheating), ma il 92% perdona con riluttanza l’accaduto.
  • Il 36% usa ancora la password dell’ex.

Litigate, sesso, tradimento, gusti della persona amata.. Netflix si interseca in ogni fase delle nostre relazioni.

Charles Bukowski quando disse “La tv tiene unite molte più coppie di quanto non facciano i bambini o la chiesa.” non conosceva Netflix.

Fumo & sessualità: conseguenze su eccitazione e fertilità.

Oggi è la giornata mondiale dedicata alla lotta contro il fumo. In Italia fuma una persona su cinque, il 71% di queste persone accende la prima sigaretta a 16 anni.

Conosciamo tutti le principali conseguenze fisiche dovute al fumo, non tutti sanno che i tassi di infertilità registrati da donne e uomini fumatori sono il doppio delle persone non fumatrici.

Il tabacco agisce in maniera negativa sulla circolazione a causa del rallentamento circolatorio che induce, questo comporta un impatto negativo sull’ eccitazione, la quale necessita di una buona irrigazione sanguigna, sia per la lubrificazione vaginale sia per l’erezione peniena. Anche un consumo isolato può provocare una riduzione significativa dell’erezione.

Nello specifico durante l’erezione si assiste al passaggio da una situazione di flaccidità, caratterizzata da un modesto flusso di sangue nelle arterie cavernose e da una modesta quantità di sangue all’interno nell’organo, ad una rigidità in cui si ha un intrappolamento temporaneo nel tessuto erettile di una considerevole quantità di sangue. Anche  la lubrificazione è dovuta ad un iperflusso sanguigno nei capillari vaginali durante l’eccitazione, il conseguente aumento della pressione idrostatica consente il passaggio dell’ultrafiltrato plasmatico, ciò che è percepito come trasudato.

Il 13% dei disturbi della fertilità femminile sono correlati al fumo. In oltre è stato registrato che le donne che fumano riescono a concepire con un anno di ritardo rispetto a chi non fuma.

A lungo termine la nicotina si accumula all’interno dell’ovaia alterando il processo di maturazione dell’ovocita e danneggiando il DNA; tutto questo causa nella donna un deficit qualitativo dei follicoli ovarici prodotti e un più rapido esaurimento della riserva ovarica. I dati resi disponibili dalla fecondazione assistita confermano, nelle donne fumatrici, un minor recupero di ovociti; un’alta frequenza di ovociti diploidi (con 46 cromosomi invece di 23); la necessità di dosi maggiori di farmaci per la stimolazione ovarica; una maggiore percentuale di insuccesso delle metodiche di fecondazione assistita (quasi il doppio dei cicli prima di ottenere un concepimento); una maggiore incidenza di aborti spontanei e di gravidanze extrauterine; un numero complessivo di gravidanze più basso (ridotto del 34%). Le fumatrici e le donne esposte a fumo passivo, rispetto alle coetanee non esposte, vanno inoltre incontro a un’anticipazione dell’età della menopausa (da uno a cinque anni prima). Altri motivi di maggiore pericolosità sono da ricercarsi nel danno ormonale, specialmente sugli estrogeni, che il fumo determina nella donna. Gli estrogeni influiscono sugli organi genitali femminili, sul ciclo mestruale, ma anche sul metabolismo e sul sistema immunitario, costituiscono insomma lo scudo ormonale della donna; perciò quando questo viene rovinato dal fumo avviene un calo del livello di estrogeni e aumenta la possibilità di contrarre malattie.

Negli uomini le ricerche parlano di una diminuzione del 15 % degli spermatozoi, i restanti sarebbero danneggiati nella loro forma, quindi saranno più vulnerabili, meno efficienti e meno mobili.

Woody Allen ironicamente disse <L’uomo più felice che io conosca ha un accendino e una moglie, ed entrambi funzionano.>, forse a sottolineare la rarità di avere una vita sessuale soddisfacente essendo fumatore.